sabato 11 dicembre 2021
Curiosa dittatura quella in cui chi strilla alla dittatura viene concesso sempre più spazio sui giornali, nei tg, nei talk show. Il sospetto è che la vera “dittatura” sia quella soft – la dittatura allo sciacquamorbido – che di tutto riesce a fare un prodotto da vendere e comprare, compresi gli stessi no-vax esibiti in tv. Verrebbe voglia di soccorrere i sì-vax “tramatizzati dai traumatizzati” no-vax come Massimo Gramellini, che sul “Corriere” (10/12) confessa: «Lo ammetto, sono un divoratore seriale di storie no vax». Non scherza, lo è davvero. «Mi incuriosisce scoprire fino a che punto possa spingersi il narcisismo, uno dei tanti virus della nostra epoca da cui non mi considero immune». Salviamo il soldato Massimo, perché se il dentista biellese dal braccio finto viene invitato a La7 dal noto spregiudicato conduttore, e ci va, non c'è salvezza. Ma, appunto, «Dare voce o silenziare i negazionisti?» è il titolo, sulla “Stampa” (9/12) al servizio in cui Michela Tamburrino racconta come alla Rai siano entrate in rotta di collisione Monica Maggioni, direttrice del Tg1 e “silenziatrice”, e Bianca Berlinguer, per la quale «il pluralismo di opinioni è sempre un bene», soccorsa nientepopodimeno che da Reporters sans frontières (Rsf). La vicenda finisce in un titolo del “Fatto” (9/12): «Rsf vs Maggioni», che evoca roba tipo King Kong vs Godzilla, o forse Totò vs il Corsaro Nero. A suggello del “ne parlo, non ne parlo”, il “Corriere” (9/12) dedica una pagina intera, firmata da Marco Imarisio, all'happening torinese dei negazionisti, con un titolo da pastiche hollywoodiano: «“Noi in minoranza come Gesù”. Sospetti e deliri al convegno no vax», e proprio questo induce a pensare: una pagina intera a dei “deliri”? A frasi come questa di un noto fisico: «Le squadre fasciste di Farinacci erano meno aggressive di quelle che cercano i non vaccinati casa per casa, perché si limitavano a usare solo l'olio di ricino»? Salviamo il soldato Massimo, salviamo tutti noi.
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