martedì 17 giugno 2003
"Corsera", di rigore. Sabato in apertura il saluto di Ferruccio de Bortoli, galantuomo libero e coerente, e domenica quello di Stefano Folli. Auguri! Sempre domenica, però, un "elzeviro" della mitica "Terza Pagina" con sparatoria da circo. Lo scrive Edoardo Boncinelli - "Vivere da scienziato nel Paese dei miracoli" - lanciando trick e track da kamikaze in pagina "a difesa della natura e validità della scienza", conscio di esporsi a "rischio e pericolo", il coraggioso, perché l'Italia è "il paese dei miracoli e delle rivoluzioni", che per lui sono quasi la stessa cosa" Questo misero paese non ha - piange l'elzeviro - fiducia nella scienza", perché c'è chi dice che "la scienza non può raggiungere che verità parziali e settoriali", o peggio che essa "è subordinata alla ragione". Ed ecco Boncinelli, che indomito trova il "coraggio di parlare di scienza in termini positivi", insieme con l'autore del libro che presenta" Il resto è analisi. Che dire? Che la tesi pare strana. Una scienza non "subordinata alla ragione" che scienza sarebbe? Letta oggi, questa tesi, pare la vecchia polemica da scientismo grossolano di un secolo fa. Ma gli anni passano - lo dicono anche le canzoni - le tesi invecchiano, e oggi la distinzione tra scienza, filosofia e fede dovrebbe essere chiara, almeno in un "elzeviro" del "Corsera". A meno che uno non si pensi solo al mondo e rifiuti tutti i miti salvo quello di sé" Per caso, sempre "Corsera", sabato 14, p. 33, si rivela che "i pionieri del razionalismo moderno erano cultori di astrologia". Anche qualche loro successore, che si ritiene una stella"
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