La nostra preghiera in questo Natale rosso di sangue innocente
sabato 20 dicembre 2014
Centotrentacinque bambini uccisi. Come hai potuto sopportare una cosa tanto terribile senza far cadere dal cielo frecce di fuoco, Signore? Il diritto alla libertà, alla scelta cosciente delle nostre azioni che tu hai voluto donarci non è stato un errore? Sapevi quanto l'uomo ne avrebbe approfittato per il suo egoismo, la prepotenza, la vendetta. Eliminare l'innocenza è la grande tentazione per trovare una scusa ai nostri peccati. Povere madri che hanno sentito o immaginato la paura e il pianto dei loro piccoli. Esse non troveranno più pace.Quante lacrime bagnano la nostra terra, quanto odio passa da un paese all'altro, tra un uomo e l'altro. Se in questa attesa di pace e di gioia del Natale ci fermassimo un poco ad ascoltare il respiro del vento di dolore che passa sulle nostre strade, nelle nostre case vicine e lontane e ognuno di noi pregasse per chi muore, chi piange, chi sa uccidere e odiare forse Gesù Bambino non dovrebbe nascondere le sue lacrime. Quella piccola statuina di creta con un filo d'oro come corona che illuminava la semplicità del nostro presepio di bambine, lo ricordi Signore? Ignare del male del mondo pensavamo tu fossi felice lì tra i pastori e gli angeli mentre noi ti cantavamo una canzone. Ora che siedi tra "i buoni" in paradiso ci hai dimenticato? E pare tu risponda che siamo noi che non sappiamo vedere il bene che ogni giorno ci cammina accanto.A volte in silenzio, quasi sempre sconosciuto, esso trova posto nel cuore di chi ti ama, Signore, anche se non ti vede, se non sa dove tu sia. Questo mistero, per quanto possa sembrare strano, da forza alla loro preghiera, alla loro fede in una felicità che sarà eterna. Ma il nostro Natale non ti piacerà perché non c'è più la culla e la grotta, al loro posto abbiamo alzato solo alberi lucenti, oggetti d'oro e d'argento, quasi a cancellare la povertà della tua paglia e lo stupore dei tuoi primi poveri in ginocchio davanti a te. Tu ascolterai lo stesso la nostra preghiera che chiede ancora una volta la tua pazienza, la tua pace e la gioia di sapersi amati anche se siamo soli e abbiamo perduto un giorno chi ci era vicino.Ti preghiamo Signore per chi non vuole conoscerti, per chi usa il dolore dei poveri per aumentare la propria ricchezza, per chi considera lecita la vendetta, per chi ti perseguita nei popoli che seguono la tua parola. La sera di Natale le stelle, che gli uomini non sanno accendere, le farai brillare di più fino a che tutti noi sentiremo la tua carezza.
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