sabato 31 luglio 2021
Ci abbiamo mai pensato? A cosa diremmo quando vedremo Dio faccia a faccia? Il capraio, uno dei personaggi di Suttree (Einaudi), opera dello statunitense Cormac McCarthy, non ha dubbi. Lui la domanda da fare all'Altissimo ce l'ha già bella pronta. «Gesù pianse per Lazzaro, disse il capraio. Non c'è scritto, ma suppongo che anche Lazzaro deve aver pianto quando si ritrovò di nuovo in questa valle di lacrime dopo essere stato bello morto per quattro giorni. Garantito che era in paradiso. Gesù non l'avrebbe certo fatto tornare dall'inferno, no? Io non sopporterei di andare in paradiso e poi dover tornare indietro, e lei?». «Immagino di no». «Stai sicuro che quando lo vedo glielo chiedo». «Quando vede chi?». «Gesù». «Vuole chiedere a Gesù com'è andata con Lazzaro?». «Altroché. Lei non lo farebbe? Io ho intenzione di prepararmi un paio di cose da chiedergli. Un giorno o l'altro gli parlerò proprio come sto parlando a lei. Mi conviene avere qualcosa di pronto».
Anche noi ce l'abbiamo una fede così ingenua e radicale, la convinzione che «un giorno paleremo come sto parlando a lei» con il Signore risorto? E cosa gli domanderemo? La lista non serve prepararla, ma coltivare nel nostro cuore quelle domande a cui oggi non possiamo dare risposta potrebbe essere un allenamento che non ci fa sprecare al ribasso i nostri giorni.
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