giovedì 9 novembre 2017
Sulla locandina della recente rassegna cinematografica trentina dal titolo suggestivo: “Ultima visione. Brevi riflessioni sulla fine di un viaggio” appariva quest'invito davvero inedito per un cineforum: “Al termine di ogni proiezione, per chi lo desidera, ci sarà l'opportunità di condividere qualche riflessione su un tema così delicato rispetto al quale, per una discutibile forma di scaramanzia, si cerca di parlare meno possibile e che è diventato una sorta di tabù sociale”.
È stato un successo, pienone al botteghino. Nonostante non fosse gratis (il biglietto era comunque a cinque euro) si è affollato il cinema cittadino che ha collaborato con i Servizi funerari del Comune di Trento, dimostrando forte disponibilità a confrontarsi sul “problema” della morte, del fine-vita e dell'elaborazione del lutto. “Queste tre sere molto partecipate ci hanno incoraggiato – spiega Carmelo Passalacqua, dirigente dei Servizi Funerari e animatore del cineforum – nell'impegno a lavorare contro la rimozione del tema morte, dei suoi simboli e dei suoi luoghi, come il cimitero”. Accanto a quest'iniziativa, sono partiti anche delle visite guidate ai monumenti storici del civico camposanto e perfino un coinvolgimento di alcuni liceali: nell'alternanza scuola lavoro hanno progettato un percorso didattico fra le tombe, rivolto anche ai ragazzi. “Non chiamatelo marketing cimiteriale – ha precisato Passalacqua alla stampa locale – si tratta di far crescere una sensibilità che ci riguarda tutti”. I titoli dei film? “Departures”, “Still Life” e “L'attesa”.
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