La festa del Giro non sfonda Un po' di giusta beatitudine c'è
martedì 11 maggio 2021
C'è un tifo che unisce e non divide, non volge mai in odio e violenza, ed è sempre e soltanto festa: quello per il Giro d'Italia. Così ti aspetteresti che il Giro, partito sabato scorso da Torino, avesse uno spazio adeguato. Anzi più che adeguato: esagerato! Invece... La “Gazzetta dello sport” organizza il Giro. Domenica (9/5) ricorda la prima tappa vinta dal piemontese e campione del mondo Filippo Ganna, intervistato da Ciro Scognamiglio («Volevo questa maglia, l'ho presa»), in prima in fascia alta. Seguono 36 pagine di chiacchiere sul calcio. In coda perfino l'intervista di Luca Gialanella all'editore, Urbano Cairo: «Il Giro porterà gioia in un'Italia pronta a ripartire». Sulla prima del “Corriere” ci pensa Giannelli con la sua vignetta: Draghi in bici, le ruote sono monete da 1 euro, titolo: «La ripartenza». La “Repubblica” dedica al Giro 2 colonne a pagina 33, meno della centesima pole di Hamilton. Sul “Fatto” la miseria di 4 righe in una breve a pagina 20. Sul “Tempo” un colonnino, accanto alle 5 colonne per Hamilton. Povero Giro... Povero sport e povere buone notizie. Ha quasi più spazio, ieri, l'aggressione alla figlia diciottenne dell'allenatore del Pescara da parte di alcuni supporter della Salernitana: «O perde o finisce male» (“Stampa”, 10/5); «Tuo padre deve perdere la partita» (“Giornale”, 10/5).
Consoliamoci con una doppia... giusta valutazione. La beatificazione di Rosario Livatino dimenticata da troppi quotidiani prodighi di altre notizie e notiziole, trova giustamente spazio sulla prima pagina del “Corriere” (9/5), sia pure di piede. Scrive Goffredo Buccini: «È una voce potente che viene da un tempo lontano». Sulla “Stampa” (9/5) invece il titolo di prima appare in alto, sopra la testata e rimanda alle pagine culturali “Tempi moderni”. L'articolo per Livatino (titolo: «Il Vangelo contro la mafia»), è firmato da don Luigi Ciotti («A guidarlo, nella vita come nella professione, non erano grandi certezze, ma piuttosto grandi e coraggiose domande»). Per di più nella pagina accanto la protagonista è Sophie Scholl: «La Rosa Bianca che umiliò Hitler e ispira l'Europa». Bel riflessivo omaggio alla resistenza cristiana a due terribili mali.
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