La crisi dell'edilizia? Durerà fino al 2045
sabato 18 gennaio 2020
«Di questo passo ci vorranno 25 anni per uscire dalla crisi, nel 2045». È la previsione contenuta nell'ultimo rapporto dell'Osservatorio congiunturale dell'Ance, l'associazione che riunisce le imprese del settore (cruciale) delle costruzioni. Non si tratta, purtroppo, di una battuta immaginata per renderne più efficace la comunicazione: quella che è stata negli scorsi decenni l'industria trainante prima del boom economico e poi dello sviluppo delle città e della mobilità degli italiani è oggi il termometro più efficace della "debilitazione cronica" di cui soffre l'economia italiana, da almeno 15 anni.
Nel 2019 gli investimenti in costruzioni sono cresciuti del 2,3% rispetto al 2018. Ma il rapporto chiarisce che «non si tratta di un aumento in grado di segnare una vera svolta e di stabilizzare un settore che negli ultimi 11 anni si è ridotto ai minimi storici». La seconda parte del 2019, peraltro, ha fatto registrare una tendenza a un indebolimento della produzione. Per quanto riguarda in particolare il mercato immobiliare, nel 2019 la produzione di nuove abitazioni è cresciuta del 5,4% rispetto al 2018, ma negli anni precedenti – ricorda il rapporto – tale comparto ha registrato «una drastica contrazione dei livelli produttivi di oltre il 70%». È stato proprio il settore immobiliare finora, nonostante la casa di proprietà rimanda il principale "oggetto del desiderio" degli italiani d'ogni fascia sociale, a pesare più d'ogni altro sulle prospettive di rilancio dell'economia del nostro Paese.
Una delle strozzature fondamentali del settore, come di molti altri, è rappresentato dalla difficoltà di accesso al credito: nel secondo e terzo trimestre 2019 i finanziamenti alle imprese per il comparto residenziale hanno registrato diminuzioni del 2,2% e dell'1,8%, mentre quelli per il comparto non residenziale sono scesi addirittura del 30% rispetto ai primi nove mesi del 2018. In diminuzione anche i mutui alle famiglie per l'acquisto di abitazioni erogati in Italia: i dati dei primi nove mesi del 2019 sono negativi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con un calo dell'8,2%.
Come supportare la ripresa strutturale del settore delle costruzioni? È uno dei temi decisivi di politica industriale per il rilancio della competitività italiana. Finora la sua rilevanza è stata pari all'indifferenza con cui la politica si è occupata della questione. La speranza è di non doverlo ricordare, come una stanca litanìa, fino al 2045.
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