domenica 6 agosto 2017
C'è stata, in questi giorni, una specie di invasione di sessualismo che ha colpito un certo numero di quotidiani tra loro assai differenti, quanto a "filosofia", l'uno dall'altro fuorché nel sessualismo appena ricordato e nell'importanza essenziale dei quali sembrano convenire tutti. Per esempio, Libero descrive «quanto pesano le corna ai tempi di Internet»; Il Tempo sostiene che è «meglio tradire nel posto giusto» e racconta «le storie di relazioni plurime», spiegando che «il fenomeno non va confuso con la poligamia» e precisando che ne sono protagonisti «quelli che hanno tanti amanti ma non mettono mai le corna»: si tratta, insomma, solo di «poliamore». Il Giornale riferisce che «lo scoprono anche i giudici: per le over 50 il sesso conta» eccome, tant'è vero che anche la Repubblica sostiene che «per le donne over 50 il sesso diventa un diritto»: "civile" anche questo, immagino, ricavandone che i diritti, quelli veri, sembra che siano barbari.
Infine Il Fatto Quotidiano commenta: «Com'è bello far l'amore dai cinquanta in su: lo dice la Corte Europea dei Diritti Umani» (o, meglio, civili, com'era prevedibile) e a questa aggiunge la testimonianza di uno scrittore che narra una sua storia personale: «Il mio esordio pecoreccio nel mondo del sesso»: abbastanza quanto a livello di dignità. Com'è evidente quando si parla così di "sesso" si esclude che si tratti di una riflessione sulla vera relazione tra l'uomo e la donna, sul fine che il Creatore (o la Natura, per i non credenti) ha dato alla differenza tra maschio e femmina e sulla bellezza e la gioia di questa partecipazione all'opera di Dio, quelle che un teologo e biblista come padre Ermes Ronchi, in uno dei suoi commenti del Vangelo domenicale sulle pagine di Avvenire, ha affermato essere il momento in cui l'«uomo», nella sua interezza di maschio e femmina, «è più simile a Dio».
(Per completezza: La Stampa e Corriere della sera documentano la crisi della fertilità maschile ovvia nelle situazioni descritte. Come in un film del 1986 «il declino dell'impero americano» era attribuito all'«ossessiva ricerca del piacere», così «una ricerca resa nota ieri» ha documentato che «proprio dal sesso e specificamente dal seme maschile numericamente dimezzato sembra arrivare l'autentico crepuscolo di ciò che resta dell'"attuale impero occidentale"»).

SENZA RISPETTO
Come ti informo il lettore. Il Tempo: «Circolare vaticana: Pane azzimo e vino doc, no birra, miele e zucchero. Unica concessione: mosto per gli ex alcolisti. Vietati gli ogm. Pure la Messa ha il suo menù». Il Giornale: «Ostia e vino, la comunione diventa "doc"». Così dai due quotidiani è stata ridotta la nota diffusa dalla Congregazione per il Culto Divino, che stabilisce che, per i celiaci, le ostie dovranno contenere almeno una minuscola e tollerabile quantità di glutine, perché altrimenti non sarebbe pane.
Arrivederci a settembre
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: