L'umiltà della fiducia contro la rassegnazione
martedì 10 maggio 2016
Tutti hanno provato almeno una volta nella vita la sensazione che pervase Giobbe davanti alle numerose disgrazie che lo annientarono facendogli perdere ricchezze e affetti. E la figura di questo santo anticotestamentario, protagonista dell'omonimo libro, uomo forse non ebreo ma di certo "retto", ci mostra la via da seguire nei momenti in cui ci sembra che "il mondo ci crolli addosso". Egli, infatti, vive tutto non in un'arrendevole rassegnazione passiva ma nell'umiltà di un enorme atto di fiducia: tutto è dato da Dio in dono, afferma. Tutto quindi non ci appartiene, nemmeno la nostra vita, che è la "grazia" più grande ricevuta senza che avessimo alcune merito. L'esempio di Giobbe, quindi, è quello di un uomo saggio che seppe affidarsi al Signore fino in fondo. E fu così che egli trovò l'autentica felicità, la vera "vita piena".Altri santi. Beata Beatrice I d'Este, monaca (XIII sec.); san Giovanni d'Avila, sacerdote e dottore della Chiesa (1499-1569). Letture. At 20,17-27; Sal 67; Gv 17,1-11. Ambrosiano. Ct 5,6b-8; Sal 17; Fil 3,17-4,1; Gv 15,9-11.
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