L'impresa chiama la politica risponde
sabato 10 luglio 2021
Non ci potrà essere ripartenza duratura dopo la pandemia per il sistema-Italia, senza una visione del futuro condivisa tra impresa e politica. In un Paese abituato da molti anni a vivere immerso in un eterno presente, ed a considerare la politica distante e distratta rispetto alle sfide quotidiane di chi fa impresa, merita attenzione l'appello lanciato ieri a Genova dal presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Riccardo Di Stefano, in occasione del meeting annuale degli industriali under 40 dal (felice) titolo "Storia futura". Un appello perfettamente allineato alla proposta del numero uno di Confindustria Carlo Bonomi di un "Patto per l'Italia" - lanciata nel settembre 2020 e costantemente rinnovata negli ultimi mesi - che ha trovato una prima declinazione nella firma dell'avviso comune tra Governo e parti sociali sulla riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive. Impresa chiama politica. «Abbiamo una domanda da farvi: qual è la vostra idea di storia futura? Ci piacerebbe trovare terreno fertile per costruire una visione condivisa del Paese e un metodo per attuarla» ha affermato Di Stefano, chiedendo ai leader dei partiti di riscrivere insieme la Costituzione economica del Paese. E la politica stavolta ha risposto, mostrando grande interesse per l'appello lanciato dagli industriali: lo hanno testimoniato partecipando all'evento (in ordine di comparizione) Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Enrico Letta, Giuseppe Conte, Antonio Tajani, Matteo Renzi. Un segnale importante, che affonda le sue radici in una doppia consapevolezza: quella di Confindustria, il cui leader Carlo Bonomi ha intuito la necessità assoluta per il mondo dell'impresa di "investire" nel rapporto con i partiti che riprenderanno la guida del Paese nel 2023 al termine dell'esperienza Draghi, e quella degli stessi leader di partito consapevoli della chance storica di costruire nei prossimi mesi una nuova visione del Paese che sappia tenere insieme l'uso intelligente delle risorse del Next Generation EU, la crescita delle piccole e medie imprese e la protezione degli asset strategici, il rafforzamento di una società dissanguata dalla de-natalità e impoverita dalle difficoltà di accesso dei giovani al lavoro, la costruzione di barriere di resilienza (sanitarie e cibernetiche) nei confronti dei prossimi shock globali. Il seme è stato gettato, attendiamo la fioritura.
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