venerdì 1 maggio 2015
Il giorno dell'inaugurazione è arrivato. Tanto atteso da non sembrare vero. Mercoledì mattina in Rai, m'hanno dato questa immagine: «L'Expo è come una trasmissione: fino all'ultimo non immagini che possa partire, poi tutto prende ritmo e diventa sorpresa». Facile pensare che quello che oggi si inaugura sia un po' una cosa del genere: si apre la porta di una casa, ma chi vi entra non immagina il lavoro, il pensiero, il tempo che ci è voluto per arrivare a ciò che si vede. E quello che si vede è l'espressione di una riflessione su un tema cruciale come quello di "Nutrire il Pianeta".Mille e poi mille (e non per dire) saranno le sfaccettature dell'approccio al tema, al quale concorrono tutti i Paesi, ognuno con le proprie specificità. Anche l'Italia ben rappresenta la sua, tant'è che al vino è stato dedicato un padiglione a sé, per raccontare una civiltà che non è solo consumo, ma anche storia, paesaggio e poi creazione di momenti di convivialità, aspetto determinante dell'essenza italiana. Ma c'è ancora qualcosa di taciuto che non emerge con forza. Prendo in prestito una suggestione di don Giussani: «Supponete di nascere, di uscire dal ventre di vostra madre all'età che avete in questo momento, nel senso di sviluppo e di coscienza così come vi è possibile averli adesso. Quale sarebbe il primo, l'assolutamente primo sentimento, cioè il primo fattore della reazione di fronte al reale?». La risposta è quella di uno stupore, davanti a qualcosa di presente. Ma anche l'accorgersi di un ordine che regola l'universo mondo. Ecco, proprio questa parola, ordine, ossia un universo che segue una logica, è la cosa più potente che sta sopra a tutti i discorsi sul cibo. Il Padiglione zero, che introdurrà al grande tema, alcune suggestioni su questa linea di pensiero le offrirà, poi ci saranno mille rivoli in cui perdersi o davanti ai quali riflettere e conoscere. Ma la presa di coscienza di un dato che viene prima di tutto, dovrà lottare con l'eterna tensione fra l'uomo che si fa da sé e un Dio che lo ha lasciato libero di credere anche questo."Nutrire il pianeta" è una questione che si capisce; "energia per la vita" è più complesso. Cosa dà energia alla vita? Non ci sarà, all'Expo, l'evocazione di quello che i monaci benedettini hanno fatto in Europa, disegnando i saperi dell'agricoltura e della conservazione dei cibi. Mille anni or sono anticiparono il tema dell'Expo: nutrire il pianeta attraverso le buone pratiche agricole, visibili ancor oggi nella Lombardia costellata dalle abbazie cistercensi. E quale energia per la vita hanno lasciato mostrando come la terra può diventare risorsa? La risposta è nelle pieghe dell'Italia stessa: coi suoi paesi segnati dalla vita rurale, un tempo cadenzata dalla fede della gente semplice. Un'energia per la vita, appunto.
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