L'amore che è e sarà e un'illazione: trame di parole pensose e azzardate
giovedì 16 settembre 2021
Chiamiamole coincidenze. L'amore fa capolino tra le righe dei quotidiani. È un amore arduo, complicato, doloroso, in rapida e profonda trasformazione perché noi, gli interpreti, stiamo cambiando. Sul “Corriere” (14/9) Roberta Scorranese intervista Eva Illouz, docente di scienze sociali a Gerusalemme, ospite del Festival della filosofia di Modena. Titolo: «L'epoca dei cuori spezzati. Capitalismo e meno matrimoni: “Oggi l'amore fa più male”». Nel suo consueto spazio del lunedì sulla “Repubblica” (13/9), l'intervento di Enzo Bianchi ha per titolo «Trovare l'amore è difficile». Fa male, dunque, sempre più male: «Ciò che rende più difficile il dolore amoroso – spiega Eva Illouz – è che dipendiamo molto di più dall'amore per conoscere il nostro valore sociale rispetto al passato». A sua volta, Bianchi preferisce le domande, vere e profonde, alla facili risposte: «L'amore conosce, anche se non lo vogliamo, tante contraddizioni: difficoltà, conflitti, deperimenti, infedeltà e forse anche – ma non ne sono sicuro – la morte. Per questo l'amore non coinvolge nessuno, senza esporlo al dolore e senza che debbano consumarsi perdite di se stessi; nell'amore c'è la sofferenza, il dolore per le contraddizioni che si vivono ma anche le inadeguatezze, e soprattutto perché non nasciamo capaci di amare: quanta disciplina occorre... ». E nel futuro? Eva Illouz: «Avremo un misto di fenomeni diversi: matrimonio tradizionale, seconde nozze, single, relazioni omoerotiche, poliamore, persone che vivono in comunità; estensione delle identità sessuali. Vedo questo dominio diventare fluido e diversificato. Ad un certo punto, però, questo sarà in conflitto con l'imperativo riproduttivo della società. Anzi, sta già accadendo».
Per la serie “titoli spericolati”, il “Giornale” azzarda un «La Cei: uomo della Provvidenza». L'uomo è Draghi e la Cei sarebbe il suo presidente, il cardinale Bassetti, che a margine del G20 Interfaith Forum di Bologna dice di lui, «grande statista»: «Se la Provvidenza lo ha collocato nel posto in cui si trova... ». Il titolo furbo associa dunque Draghi a Mussolini e Bassetti a Pio XI (che, in realtà, del Duce, dopo i Patti Lateranensi, ebbe a dire: «L'uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare», nulla più). Immaginiamo la gioia di Draghi. E pure di Bassetti.
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