Il turismo in crescita e lo spettro "mordi e fuggi"
sabato 10 agosto 2019
Anche il 2019, come gli anni più recenti, sarà ricordato come una buona annata sul piano degli arrivi turistici in Italia. Il BelPaese è una delle destinazioni più ambite per i "nuovi turisti" che si affacciano sul mercato da Far East ed Europa dell'Est, dalla Cina alla Russia, e continua a riscuotere il gradimento dei suoi clienti più tradizionali come americani e tedeschi. Ma un recente studio della Banca d'Italia ("Turismo in Italia: numeri e potenziale di sviluppo"), pur confermando il buono stato di salute del settore turistico nel nostro Paese, mette in guardia sulla crescita molto rapida negli ultimi anni del fenomeno del "mordi e fuggi": l'invasione dei nostri luoghi più pregiati da parte di visitatori non pernottanti. E' un fenomeno ampiamente sottovalutato nei suoi effetti economici e sociali, con cui è arrivato il momento di fare i conti.
Esempi eclatanti sono il caso delle Cinque Terre o quello di Venezia, entrambe invase durante i picchi stagionali da ondate di crocieristi che riducono la visita di località così meravigliosamente "delicate" alla fugace occhiata consentita da qualche ora di sbarco dalla nave. Associato a questo fenomeno c'è quello della durata media troppo breve del soggiorno nelle nostre città d'arte, uniche al mondo per offerta di bellezze e di esperienze da vivere, rispetto a quanto accade a Parigi, Londra o Barcellona. Sono entrambe spie dell'inesistenza in Italia di una regia strategica per la gestione del turismo, che coordini gli sforzi di Stato, Regioni e città interessate, e della mancanza di coraggio nella regolazione e qualificazione dei flussi turistici che approdano nel nostro Paese. Il risultato è uno sfruttamento eccessivo del territorio, come dimostra l'impraticabilità dei centri storici delle città d'arte nei periodi di picco della stagione turistica, al quale corrisponde paradossalmente una minore ricchezza generata a favore delle comunità che ospitano i turisti stessi. A nessuno può essere negato il "diritto alla bellezza", che tutti (a prescindere dal censo) devono poter godere come esperienza turistica. Ma dobbiamo iniziare a considerare e gestire le mete più battute in Italia, caratterizzate da eco-sistemi molto fragili sul piano ambientale e artistico, come grandi "musei": accessi regolati e limitati, con prezzo adeguato e altrettanta cura nel conservarli. E' un salto di maturità necessario, se vogliamo lasciare queste meraviglie ai nostri figli.
www.francescodelzio.it

@FFDelzio
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: