Il singolare caso poetico del ragazzaccio di Charleville
mercoledì 19 febbraio 2020
Ancora una traduzione della Saison di Rimbaud? Non ce ne sono già troppe? È vero, ce ne sono molte, ma non bastano mai, perché chi legge Rimbaud in italiano, nonostante le ottime intenzioni e le molteplici abilità dei traduttori, rimane con la sua fame. Vogliamo dire che Rimbaud è veramente intraducibile? Bella scoperta, suffragata proprio dalla molteplicità di traduzioni. Adesso ci si è messo anche Carmelo Pistillo, con Una stagione all'inferno, edita da La vita felice (pp. 220, euro 18) con testo francese a fronte. Per dare un'idea della difficoltà di tradurre Rimbaud, prendiamo la prima strofa dell'Eternité, con la sua apparente levità di canzonetta: "Elle est retrouvée / Quoi? - L'Eternité / C'est la mer allée / Avec le soleil". Ivos Margoni, nel 1964, aveva tradotto: "È ritrovata / Che? - L'Eternità. / È il mare andato / Con il sole". Bisogna ricordare che, in francese, "mer (mare)" è femminile, e ha la stessa pronuncia di "mère (madre)". Gian Piero Bona, nel 1973, ha volenterosamente femminilizzato il mare suggerendo marea: "L'hanno ritrovata. / Che? - L'Eternità. / La marea andata / con il sole". Ruggero Jacobbi, nel 1974, ha fatto un passo avanti personalizzando in "Chi?" l'originario "Che?": "Ritrovata! È qua. / Chi? L'eternità. / È il mare che va / via con il sole". Diana Grange Fiori, nel Meridiano 1975, propone: "È ritrovata. / Che? - L'Eternità. / È il mare andato via / Col sole". Il poeta Dario Bellezza, nel 1977, ha provato con: "È ritrovata. / Che? - L'Eternità. / È il mare / alleato del sole". La congiunzione mare-sole, in Rimbaud, allude a un forse auspicato ricongiungimento di sua madre con quel marito, capitano dell'esercito, (padre del poeta) sempre assente. Nel 1991, mi scuso per l'autocitazione, avevo tradotto così: "È ritrovata, è qua. / Chi? - L'Eternità. / La madre-mare / che con il sole va". La nuova traduzione di Pistillo recupera l'allusione coniugale: "È ritrovata! / Che? l'eternità. / È il mare che al sole / S'unirà!". Come si vede, in italiano ci sono tanti Rimbaud quanti sono i traduttori. Pistillo ha avuto l'eccellente idea di corredare la sua limpida traduzione con una crestomazia di 40 citazioni di lettori rimbaudiani "di ieri" (quasi classici) e con le testimonianze di 24 poeti d'oggi, «fra i maggiori o più rappresentativi». Ne citiamo alcuni. Per Maurizio Cucchi, Rimbaud, nella Saison, esprime «la propria acutezza razionale e la propria potente lucidità entro una rete di contraddizioni»; per Milo De Angelis, la dolcezza di Rimbaud è «strana e potente perché viene da un'anima che sa essere spietata»; Gilberto Isella contempla «la voyance che trasforma i giardini della Bellezza in luoghi di saccheggio e, proprio per questo, fa di un reietto un Principe, un Genio»; Giancarlo Pontiggia coglie in Rimbaud qualcosa in cui «spira il vento intransitivo dell'adolescenza, questa misteriosa stagione in cui il bronzo dell'infanzia cozza contro gli splendori argomentanti di una ragione solitaria, inespugnabile». Insomma, non si finisce di fare i conti col ragazzaccio di Charleville.
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