Caterina di Svezia. Il desiderio di una vita ascetica e consacrata


Matteo Liut venerdì 24 marzo 2017
La fede è anche consolazione e sostegno che permette di cambiare davvero il mondo. Ce lo ricorda la figura di santa Caterina di Svezia, che seppe salvaguardare la propria purezza interiore in ogni fase della vita. Nata nel 1331 era figlia di santa Brigida, che lasciò un segno profondo in Svezia e anche a Roma. La ragazza sentiva il desiderio di una vita ascetica e consacrata ma il padre volle per lei il matrimonio con un nobile. Caterina, però, ottenne dal marito di poter vivere nella castità e l'uomo stesso aderì a questo voto. Nel 1349 accompagnò la madre a Roma, dove venne a sapere della morte del marito. Divenne quindi compagna della madre nel suo percorso mistico e religioso. Nel 1373 portò la salma della madre in Svezia ed entrò nel monastero di Vadstena, di cui poi divenne badessa. Morì nel 1381.
Altri santi. San Severo di Catania, vescovo (VIII-IX sec.); beato Oscar Arnulfo Romero Galdámez, vescovo e martire (1917-1980).
Letture. Os 14,2-10; Sal 80; Mc 12,28-34.
Ambrosiano. Feria aliturgica.
© Riproduzione riservata