sabato 19 novembre 2016
A volte capita che la tv italiana, spesso criticata per la bassa qualità della programmazione e per il suo provincialismo, ci sorprenda e realizzi inaspettati "miracoli". Un caso emblematico da questo punto di vista riguarda la grande scoperta – da parte del turismo internazionale di qualità – delle città barocche del Sud-Est della Sicilia e delle sue splendide coste, come rileva un recentissimo rapporto del Censis. Perché l'area che comprende i tesori barocchi di Noto, Scicli e Modica e le spiagge di Marina di Ragusa, Sampieri, Ispica e Capo Passero, prima considerata «Sicilia minore» e frequentata solo dal turismo locale, è diventata negli ultimi anni una straordinaria attrazione turistica per americani, tedeschi, francesi e perfino asiatici: +60% di presenze turistiche estere tra il 2010 e il 2015, con una permanenza media (molto alta) di quasi 5 giorni.
Secondo la versione che passerà alla storia, tutto iniziò nel 2002 con l'inclusione delle città barocche del Sud-Est della Sicilia nella lista Unesco dei siti patrimonio dell'umanità. In realtà, il boom risale agli ultimi anni e ha una ragione diversa: il successo in tutto il mondo della fiction Rai dedicata al "Commissario Montalbano", versione televisiva dei romanzi di Camilleri, una delle pochissime produzioni dell'azienda pubblica i cui diritti sono stati venduti in ogni angolo del globo, dagli Stati Uniti alla Russia, dal Regno Unito al Giappone.
Dalla primavera all'autunno, i turisti che oggi affollano l'area del Ragusano si trasformano spesso in "pellegrini" in visita ai luoghi-cult che hanno fatto da set alla produzione televisiva. E il nome "Montalbano" compare ormai ovunque nei luoghi ricettivi dell'area, dalle trattorie ai bed and breakfast.
È la forza della buona tv e delle produzioni di qualità. Un'arma straordinaria nelle mani degli italiani, ma ancora poco sfruttata: raccontare non solo storie, ma soprattutto atmosfere uniche al mondo, non solo personaggi, ma anche esperienze artistiche con una notorietà e un appeal globale è oggettivamente una risorsa speciale e persino unica per il nostro Paese. E per i suoi attori del mondo dei media, che dovrebbero puntare con decisione su questa strategia: promuovendo produzioni italiane di qualità, dedicate ai "miti" della storia e dell'italian way of life, dello stile di vita italiano, che possono avere costi iniziali maggiori (rispetto alle produzioni acquistate dall'estero), e però offrono la possibilità di "conquistare" i mercati del mondo. E di mettere in campo i più efficaci strumenti di promozione dell'italianità che il villaggio globale conosca.
@FFDelzio
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