mercoledì 13 giugno 2018
«Col tempo ho appreso che una donna deve sempre dimostrare il doppio per il solo fatto di essere donna, nel calcio e non solo». È lo sfogo della 30enne Verónica Boquete, il “Messi” delle calciatrici di Spagna. Una reina del football, che, appena imparato a camminare già giocava assieme ai fratelli. Nella sua città, Santiago de Compostela, negli anni 90 era l'unica ragazza tesserata in una squadra maschile. Molti la prendevano in giro per questo, ma lei si rifaceva sul campo con colpi d'alta scuola. «Le madri dei bambini delle squadre avversarie in tribuna mi dicevano che dovevo stare a casa a giocare con le bambole e che il calcio era per i maschi», ricorda “Vero”, come la chiamano i tanti tifosi che l'hanno ammirata in questi anni, oltre che in Spagna (all'Espanyol), in America, in Russia, Svezia, Germania, Francia. E adesso in Cina. Ovunque ha giocato, Boquete ha portato la sua classe innata, il carisma e un entusiasmo che è alla base della crescita di tutto il movimento calcistico femminile iberico. Cresce anche in Italia, e va al Mondiale, il calcio rosa. Qui dove purtroppo, nel 2009 durante un allenamento, si è spento improvvisamente il suo amico e collega dell'Espanyol, il capitano Dani Jarque. Da allora “Vero” indossa la maglia n. “21” che fu di Jarque, e quel “21” è diventato anche il numero della speranza di tutte le donne che vogliono giocare a calcio.
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