I tortelli di zia Santa: simbolo di ospitalità
mercoledì 13 luglio 2022
Voi ce l'avete un amico che vi scrive? Non dico un sms o un messaggio su WhatsApp, ma proprio una lettera, come una volta, con le sue riflessioni su un momento in cui sembra che tutto porti alla dissoluzione.
Io questo amico ce l'ho: si chiama Luca Doninelli, talvolta mi scrive non perché lui di mestiere faccia lo scrittore, ma semplicemente per l'urgenza di un confronto.
Mi ha scritto a inizio anno quando è mancata sua zia Santa, 94 anni, per dirmi che i suoi tortelli di zucca erano speciali, ma in lei non c'era l'esibizionismo dei cuochi di oggi, ma semplicemente la tensione a fare una cosa perfetta per i propri ospiti, perché il convivio fosse onorato e memorabile.
La seconda lettera l'ho invece ricevuta il 19 giugno e in essa lui mi ha ricordato che quando è nato, più di sessant'anni fa, eravamo 2 miliardi di persone sulla terra; oggi siamo 8 miliardi e la crescita è concentrata in appena 8 nazioni: India da record e Stati Uniti con Europa e America Latina in declino.
«Però, quando penso alle difficoltà del presente e alle nubi che si addensano sul futuro – mi scrive Doninelli – non posso non pensare a una frase che mia nonna diceva sempre, tutte le volte in cui qualche ospite dell'ultimo momento si aggiungeva, a tavola già apparecchiata: «Forza, venite, c'è posto per tutti!».
Siamo in 8 miliardi? Venite, c'è posto per tutti. Al giusto allarme risponde un cuore aperto. «Questa è la nostra cara Italia: un grido di allegria più misterioso del dolore, più profondo di ogni malinconia».
«Questa è», ha scritto, mentre si potrebbe correggere in «questa era», ma la verità è che, nonostante lo spettacolo di una politica che sembra cedere nel momento dove c'è da essere uniti, tanti italiani hanno risposto alle richieste di soccorso degli Ucraini.
Storie che non meritano la prima pagina dei giornali, ma che rappresentano quel seme della nostra educazione che è la mano tesa all'altro.
Che ne sarà però di quel seme? Nessuno può pronosticare gli effetti di una profondità culturale dentro a un Paese, certo è che le nubi che si addensano hanno a che fare anche con una scadenza elettorale che più è lontana, più sembra fare danni.
Ovvero: se all'orizzonte ci sono decisioni che riguardano il risparmio energetico, il ritorno alla mascherina per contrastare ancora il Covid e chi più ne ha più ne metta, questi sono argomenti ghiotti per quella piazza reattiva che decide di farsi governare da chi grida di più attaccandosi a un particolare.
È successo e ancora può succedere, a meno che fiorisca il seme dell'unità di un Paese... da cercare nei programmi di ogni partito in lizza.
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