I mondi di Raymond figlio di un autista
martedì 4 gennaio 2022
Nasce nel 1977 a Freetown, la capitale della Sierra Leone, nell'Africa occidentale. Uno Stato inventato di sana pianta dal destino e dal bisogno dell'Inghilterra di un "pied-à-terre" per offrire una terra africana agli schiavi liberati. Nel 1792 la Sierra Leone diviene la prima colonia britannica dell'Africa occidentale. A parte gruppi di indigeni già sul posto, la popolazione si arricchisce di alcune centinaia di ex-schiavi portati da Londra. Col tempo altri schiavi liberati alla stessa maniera e provenienti dalla Giamaica incrementano la popolazione, arricchita infine con l'arrivo di salvati, uomini e donne strappati alle navi negriere.
Raymond che nasce a Freetown, la città della libertà, non sa tutte queste cose e a 16 anni fugge dalla crudele guerra civile che infuria nel suo Paese e inizia una serie interminabile di esodi. Raggiunge Conakry, in Guinea, nel 1993 e lì si ferma, tre anni prima di conoscere la Costa d'Avorio dove, nel 2002, lo sorprende un'altra guerra civile. Si rifugia allora nel vicino Ghana e l'anno successivo torna in patria per ritrovare la sua famiglia. Nel frattempo suo padre, autista di professione, è morto e la madre è andata ad abitare in un villaggio assai lontano dalla capitale. Raymond riprende la strada dell'esilio che lo porta in Mauritania. Con l'idea di raggiungere la Spagna si imbarca su una canoa e, fermato dalle pattuglie marittime è riportato in terra ferma. Siamo nel 2009 e Raymond raggiunge il Mali l'anno seguente.
Nel Mali ottiene un passaporto falso e, alla frontiera con l'Algeria che avrebbe voluto raggiungere, è rimandato indietro. Torna nel suo Paese nel 2011 e vi rimane fino all'inizio dell'epidemia di Ebola che colpisce severamente la Sierra Leone e la vicina Liberia nel 2014. Accusato ingiustamente di furto rimane ospite della prigione per tre mesi, poi, per cambiare il panorama, torna ad Abidjan, in Costa d'Avorio nel 2016 e vi rimane due anni. Senza lavoro fisso si avventura allora di nuovo nel Ghana per poi passare in Togo e nel Benin onde raggiungere la Nigeria. Ritenta l'avventura in Algeria passando stavolta dal Niger e, espulso dai militari algerini alla frontiera, si ritrova a Niamey, la capitale. Tramite l'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) ritorna in Sierra Leone con un piccolo fondo di reinserimento. E siamo nel 2019.
Terminati presto i soldi, malgrado le ingiunzioni dell'Oim, in quello stesso anno lascia il suo Paese per tornare in Niger. Nel frattempo, la morte della mamma lo fa tornare ancora una volta in Sierra Leone per il funerale. Orfano e con uno dei fratelli morto e l'altro sposato, effettua un viaggio in Costa d'Avorio prima di raggiungere ancora il Niger nel 2020. Prova a unirsi ai cercatori d'oro nei pressi di Maradi, non lontano dalla Nigeria ma desiste perché il lavoro è troppo pericoloso. Adesso Raymond si trova a Niamey e assicura che Dio gli ha detto di fermarsi qui. Per ottenere la patente di guida e poi fare l'autista, come suo padre.
Niamey, 2 gennaio 2022
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