I giovani chiedono salvagenti per la Terra
mercoledì 13 marzo 2019
La nonnina del mondo ha compiuto 116 anni. È di Fukuoka e alla domanda sul momento più felice della sua vita ha risposto: «Ora». Per la cronaca l'uomo più vecchio del mondo, 114 anni, è nato a Firenze e non rinuncia a un bicchiere di vino a pasto. Ebbene, al di là di ogni considerazione, quel commento della nonnina che ha fatto coincidere la felicità con l'istante in cui vive m'è sembrato diverso dal carpe diem, per cui si apprende che due diciottenni su dieci si ubriacano sistematicamente nei fine settimana. Quel senso di pienezza nel presente, così come il senso della misura del nonno d'Italia, sono il frutto di una vita conquistata e non bruciata, ed è una bella soddisfazione sapere che si può arrivare così. In questi giorni fioriscono le viole, ma a quanto pare non è ancora il loro momento. È dietro l'angolo la paura di una nuova ondata di siccità, ma anche di un repentino cambiamento meteorologico che potrebbe falcidiare i frutteti in una sola notte. Insomma si stanno sfaldando alcune certezze e i giovani in prima battuta se ne accorgono. Il 15 marzo sarà un venerdì "caldo", nel senso che i cambiamenti climatici e il surriscaldamento della Terra verranno messi a tema nelle piazze, non solo in Italia. Lo hanno già battezzato "sciopero per il clima" e "un nuovo Sessantotto", mentre ci sono forze politiche a cui non sembra vero che dalla parte giovane del Paese arrivino contenuti gratuiti per l'azione politica. E qui sorge una preoccupazione, che in parole franche si chiama "strumentalizzazione". Il problema dei cambiamenti climatici è molto più grave di un'annata agraria che va male: rischia di imporci una modifica sostanziale di stile di vita e quindi il modo di nutrirci che finora, tutto sommato, ha portato a un allungamento della aspettative di vita. I giovani di tutto il mondo chiedono risposte, che significa mettere in gioco studi sugli adattamenti di certe varietà, quindi non mortificare la ricerca e immaginare un mondo migliore nel senso letterale del termine. In Italia i partiti di chiara emanazione ecologista sono falliti e talvolta si sono resi ridicoli nella schematicità con cui hanno bloccato certe scelte. Vogliono risorgere con questa buona occasione? Il neo-segretario del Pd Zingaretti nel primo discorso ha evocato Greta, la studentessa svedese che è divenuta un simbolo; è una sensibilità meritevole, ma guai se il problema posto in questi giorni dovesse diventare una questione di destra o di sinistra. L'appello che proponiamo è allora che i partiti una volta tanto ascoltino, guardino lo spettacolo di giovani che sensibilizzano altri giovani ed evitino di appropriarsi di qualche piazza. I giovani chiedono fatti, non intenzioni. E per questo ci vuole un progetto. Un lavoro.
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