Giovanna d'Arco, e la storia senza «confische»
venerdì 6 gennaio 2012
Oggi a Parigi Nicolas Sarkozy celebra il 600.mo anniversario della nascita di Santa Giovanna d'Arco, pulzella d'Orléans, e ieri ("Repubblica", p. 33) per Martinotti il presidente vuole attirare così voti di destra nel prossimo ballottaggio. Segue ampio articolo – "Quella santa di Francia confiscata dalla destra" – ove il grande storico Jacques Le Goff ne riassume la storia: la ragazza costringe gli inglesi invasori a liberare Orléans e fa incoronare re di Francia il delfino Carlo, ma tradita e processata dall'Inquisizione, finisce sul rogo. E così «dal XV al XX secolo Giovanna restò nella memoria storica dei francesi, ma nella storia nazionale non fu un personaggio di primo piano». A renderla tale, «all'indomani della prima Guerra mondiale», per Le Goff furono «patriottismo legittimo» e «nazionalismo ideologico» che «forgiò l'immagine di Giovanna nella storia di Francia». Poi «nel 1920 fu canonizzata dal Vaticano e di conseguenza il governo della destra la decretò Santa nazionale». Eccola «confiscata dalla Destra»! E Le Goff evoca i successivi estremismi dell'Action Française con vene di razzismo colonialista. Che dire? Sarà Charles Peguy a celebrare Giovanna senza cedimenti di destra, ma la vera storia dice altro. Già prima della guerra, sotto i governi laicisti alla Jules Ferry che espulse anche i religiosi degli Ordini ancora tollerati e vietò ogni richiamo alla religione cattolica, Giovanna era modello di coraggio ed eroismo, senza nazionalismi e senza destra. Così per esempio Santa Teresa di Lisieux (1873-1897) scrisse in Convento e interpretò di persona, nei panni della "Pulzella", un suo dramma teatrale con 15 personaggi. Era il 21 gennaio 1895: venti anni prima della Guerra!
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