Fra virus e anno nuovo le speranze degli ultimi
sabato 2 gennaio 2021
Un vento im-provviso di speranza attraversa il mondo: il nuovo vaccino come salvezza possibile contro quel virus che ancora governa i nostri giorni e la nostra vita.
Ce la faranno pure a noi questa iniezione? Chiede il nostro amico seduto anche oggi sulla panchina a prendere quel poco di sole che non riscalda perché vinto da un freddo partito da lontano.
Si, ma saremo gli ultimi perche non ci troveranno subito, così come siamo, "senza fissa dimora", come si dice. Già, ti pare che io darò il mio indirizzo? Poi qualcuno mi prende il posto. Tu lo sai dove sto? Al riparo dietro il portone del vecchio teatro chiuso da anni dove non passa più nessuno di notte anche se è al centro della città. Questa notte fa più freddo, è un inverno cattivo. Dopo che sarà passata quella ragazza che io non guardo perché deve essere un angelo del cielo, che porta una minestra calda, faccio come te, mi copro il viso perché nessuno mi veda e non si vergogni di me.
Si vede che eri un professore quando parli così. Io mi nascondo solo per non farmi prendere dalla polizia, non dalle idee del tuo mondo.
E' la stessa cosa: io ho paura che qualcuno mi riconosca e mi giudichi.Tu invece hai il timore che mai nessuno ti cerchi per darti una mano e farti cambiare questa vita. La strada, gli angoli delle case, i cortili aperti e l'ampiezza di un vecchio portone che non si chiude, tutto è diventato un luogo dove poter vivere se sei solo. Io ero un maestro, avevo tanti bambini che mi ascoltavano. Un giorno ho perduto il lavoro e non sapevo come mantenere la mia famiglia. Mia moglie ha vinto la causa di divorzio. Ha avuto tutto, anche i due figli. A me è rimasta la strada.
Io lavoravo in un cantiere dove si costruivano le cantine di un palazzo. Ero finito così dopo le elementari. I miei avevano altri figli e non mi potevano mantenere. Ho sempre avuto freddo e spesso fame come adesso, ma è la mia vita e non sto male come te. Dal mio marciapiede vedo il mondo, attraverso le scarpe che mi passano davanti: ce ne sono di vecchie, di belle eleganti con i tacchi alti, di quelle piccole dei bambini. Allora alzo gli occhi per vederli passare. Qualcuno di loro mi guarda e forse vorrebbe darmi qualcosa di suo, ma non può perché lo spingono ad andare avanti, a non guardarmi. Ma “i figli di nessuno”, a volte correndo mi gettano delle sigarette appena rubate, è un segno di bontà.
Questa pandemia che… c'è un vento così freddo questa sera…
Tieni, prendi la mia sciarpa, io sono più abituato e più giovane di te..
Hai gli occhi chiusi. Ti sei addormentato?
Sulle montagne di fronte alla città, i paesi erano illuminati dai presepi che erano stati messi fuori dalle finestre delle case per rallegrare chi passava. Qualcuno suonava dietro alle finestre e il mondo sembrava augurare una nuova pace e una grande speranza.
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