Facebook, l'algoritmo e la bufala sugli amici
venerdì 27 marzo 2020
C'è una bufala che in questi giorni è tornata molto di moda sui social. È quel post che inizia così: «L'ho fatto anche io. Ho aggiustato i miei post bloccati... volevo sapere, dove erano stati tutti i miei amici...». Prosegue con un invito a chi legge a lasciare sotto il post un commento, un segno, un «mi piace»; qualcosa, insomma, che dimostri affetto per lo scrivente.
Uno dei motivi della popolarità di questa bufala, nata qualche anno fa, è legato al fatto che chi usa i social non è praticamente mai contento del risultato. Non solo di ciò che vede e legge, ma soprattutto del «successo» ottenuto da ciò che pubblica. Così spesso si chiede: com'è possibile che io che ho 100, 200, 500, 1.000, 2.000 o più amici su Facebook non riesca a raggiungerli e che i miei post ricevano così poche interazioni? E invece di chiedersi se sta sbagliando qualcosa nel modo col quale comunica via social, finisce per dare la colpa al fantomatico algoritmo di Facebook «che sceglie chi farmi vedere (e a quanti far vedere le cose che pubblico)».
Un altro dei fattori che rende questa bufala così popolare è il fatto che la ricetta che propone apparentemente sembra funzionare. Chi la pubblica, infatti, di solito riceve reazioni a questo post maggiori rispetto alla media di quelli ottenuti da ciò che abitualmente pubblica. Quindi, questo trucco funziona?
Andiamo con ordine. Nessuno sa con esattezza come sia costruito l'algoritmo di Facebook. Quando il social è nato, ogni volta che aprivamo Facebook, vedevamo in tempo reale ciò che i nostri amici avevano pubblicato. Solo che questo portava sulle nostre «timeline» almeno 1.500 nuovi post a volta. Tanti. Troppi. Impossibili da leggere tutti. E soprattutto chi pubblicava di più finiva per soffocare chi postava di meno.
Da allora l'algoritmo è cambiato più volte e dal 2018 Facebook ha deciso di dare più valore all'interazione tra le persone. Quindi, più interagiamo con i nostri amici, mettendo sotto i loro post un «mi piace», «un cuore», «una faccia triste» o «una faccia arrabbiata» o commentando ciò che scrivono, e più, la volta successiva, ci verrà mostrato un loro post. Se per un po' non avremo interazioni con quelle persone, i post di quegli amici «spariranno», lasciando spazio a quelli scritti da coloro coi quali abbiamo avuto più scambi digitali nelle ultime giornate.
Quindi, basta anche una bufala come quella alla quale accennavano all'inizio, che crea più reazioni del solito su un nostro post, per farci credere che funzioni. Peccato che nel giro di pochi giorni ogni «effetto» di questo trucco sarà svanito.
Meglio intraprendere altre strade. Per esempio, sapete che possiamo scegliere i post di quali persone o pagine vedere per primi su Facebook? Vale solo per 30 persone (o pagine). Funziona così. Aprite il vostro profilo Facebook e cliccate nella «Sezione notizie» (la trovate su pc, in alto sulla sinistra). Ora cliccate sui tre pallini, accanto alla scritta «sezione notizie»; si apre un box con tre righe: «Notizie principali», «Più recenti» e «Modifica preferenze». Di solito è settato su «Notizie principali». Se cliccate su «Modifica preferenze», vi si apre una pagina con un elenco. Al primo posto c'è la sezione: «Decidi chi vedere prima di tutti». Aprendola appaiono tutti i vostri amici di Facebook e le pagine che seguite. Cliccando sui profili li contrassegnerete con una stella e da questo momento non perderete nessun post che pubblicano. Ricordate: avete a disposizione solo 30 tra amici e/o pagine.
Un'altra cosa che possiamo fare per migliorare ciò che vediamo è quello di selezionare i nostri amici più stretti. Per farlo, dobbiamo andare su Facebook al profilo del nostro amico, posizionare il cursore sulla parola «Amici» nella parte superiore del profilo e selezionare dalla tendina che si apre «Amici più stretti».
Perché, alla fine, è sempre la solita storia. Per ottenere di più dal digitale dobbiamo imparare a usarlo al meglio. Senza cercare trucchi, scorciatoie o bufale.
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