Coronavirus. La virologa asintomatica
lunedì 30 marzo 2020

Parole in libertà, in giorni senza libertà: chiusi per virus, non possiamo fare. Ma possiamo continuare a pensare…

Giorno 19

La categoria non è nuova, però il Covid-19 ne ha moltiplicato il numero: sono gli intelligenti asintomatici. Quelli che si credono molto, ma non danno prova. Quelli che magari lo sono, ma prima dicevano il contrario di adesso. Quelli che per legge dovrebbero mettersi una mascherina, ma senza poterla togliere mai più.

Invece a qualcuno i probabili intelligenti asintomatici piacciono molto. C’è un giornale ad esempio, diretto da un odiatore seriale, che ha scelto come sua editorialista quotidiana proprio la virologa di gran fama che mentre i suoi colleghi dicevano il contrario, sosteneva che erano tutti pazzi, che questa era solo un’influenza. Ora, sbagliare non è mai un peccato mortale, anche se il ruolo e la competenza rendono l’errore meno perdonabile. E poi cambiare parere è sempre una prova di intelligenza: però occorrerebbe, appunto, averne anche i sintomi per convincere meglio della metamorfosi in atto. Invece la scienziata continua a pontificare il suo verbo senza evidenze di raziocinio con il megafono cartaceo di quel giornale. E questo è un fatto, quotidiano.

Leggo testualmente uno dei suoi ultimi interventi: “Cosa fare – si chiede la splendida – quando la pandemia (ora la chiama così) sarà finita? Tra le varie ipotesi, una è molto interessante: una volta abbassato il numero dei contagi, si potrebbe tornare a lavorare per fasce d’età, lasciando protetti in casa gli anziani e coloro che hanno malattie debilitanti…”. E poco dopo aggiunge: “solo due malati di Covid-19 su dieci sono donne, un aspetto da non sottovalutare. Ciò comporterebbe il far lavorare solo due uomini e ben otto donne su dieci. Il “modello Covid” rischia di stravolgere anche le pari opportunità?”.

L’asintomatica mette un punto interrogativo alla fine del suo vaticinio, ed è un peccato. Perché era meraviglioso credere senza dubbio alcuno in un mondo futuro rivoluzionato, dove a lavorare ci vanno solo i bambini, meglio se poppanti, e le donne, meglio se minorenni. Tutti gli altri compresi noi, ex giovani uomini abili ma non arruolabili, naturalmente staremo a casa. Con tanto tempo libero per leggere ancora l’illuminato pensiero della geniale virologa.

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