Dagli all'azzardo (politico) Segno che si sa che è un male
sabato 16 gennaio 2021
Pokerista, casinista, scassatutto, solipsista… I quotidiani stanno triturando Renzi. Per quasi tutti è il giocatore d'azzardo perdente, prigioniero del (falso) mito di se stesso: «Sembrava un esperto pokerista» e invece è «un cavaliere appiedato, senza truppa e senza scudiero» annota Sebastiano Messina ("Repubblica"). Gli fa eco sul "Giornale" Paolo Guzzanti: «Matteo Renzi sembra ogni giorno di più un direttore d'orchestra in frac e bacchetta, che dirige un'orchestra che non c'è». Dubita sulle qualità di giocatore d'azzardo anche Sandra Lonardo Mastella. Titolo della sua intervista alla "Stampa": «Il pokerista ha sbagliato». "Libero" nega tutto con Pietro Senaldi, mite nel giudizio del capo di Iv: «Bisogna riconoscere a Renzi una cosa: pur con i difetti (…), l'uomo ha del coraggio. Non è un pokerista, come sostengono i detrattori, ma un leader di partito che quando le cose non vanno come vuole molla la presa». Controcanto di Massimo Franco ("Corriere"): «Sarà difficile indurre l'opinione pubblica a giustificare un azzardo compiuto nel momento peggiore».
Azzardo è senza dubbio la parola più usata per descriverlo. Segno che, sebbene lo si sia fatto dilagare in Italia, si ha chiaro che è in sé negativo… Massimiliano Pananari ("Stampa"): «Buio fitto sul governo, con l'azzardo di Matteo Renzi che lancia la palla nella "metà campo" giallorossa». Norma Rangeri ("Manifesto"): «Se solo avesse un sano rapporto con la realtà (…), il senatore di Rignano saprebbe che azzardare una crisi di governo in questo momento rappresenta uno scenario surreale». Va per le spicce, secondo abitudine, Marco Travaglio sul suo "Fatto": «L'Innominabile mente da 10 anni ogni volta che respira. Ha tradito tutti quelli che han fatto patti con lui». E Alessandro Sallusti dà la sua spiegazione semplice ma non banale: «Renzi non accetterà mai - non ne è capace - di fare il gregario, per di più per capitani modesti e arroganti». Meglio generale senza truppe o direttore senza orchestrali, pare.
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