mercoledì 12 luglio 2017

Dove aspettano il domani, i nostri ragazzi? Spesso, là. «La tangenziale inghiotte e sputa la realtà, senza mai guardarci in faccia, cercando un giorno che non sia questa lunga prigionia di giorni uguali…» Là, nei Centri commerciali. Quanti visi, quante creste, piercing, sigarette, telefonini, risate si rincorrono nelle vie di cartapesta, fra ipermercati e scintillanti “store” del lusso. Da fuori sembrano tutti uguali, soprattutto i giovanissimi: specie in questi templi del desiderio consumato dove spesso si rifugiano, e troppo spesso si isolano dalla vita reale. Però «la gente non lo sa chi veramente sei», canta Enrico Ruggeri, e non conosce «il mondo che nascondi dentro te». Per di più noi adulti dimentichiamo in fretta, che nei ragazzi di oggi ci sono gli stessi sogni dei ragazzi di ieri. Troviamo allora anche per loro, un antidoto a domeniche di cartapesta, come fu la musica per la generazione di Enrico “Rouge” Ruggeri. Perché «dovrai seguire il fuoco che ti spinge, le occasioni te le procurerai! Costruendo la tua strada via da qui…» Ora però… «Non sai dove, e rimani un altro giorno tra le vite uguali dei centri commerciali». Bisogna proprio trovarlo, un orizzonte diverso, anche in una società che di centri commerciali ha bisogno. Non, però, per viverci, e imprigionarsi.

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