venerdì 1 aprile 2016
«Riprendiamoci il maltolto»: recitava così la campagna di Libera che nel 1996 portò, con oltre un milione di firme, all'approvazione della legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. «Andate a cercare dove investono il denaro, sequestrate i beni e restituiteli alla comunità», ripeteva più di trent'anni fa il generale Dalla Chiesa. Con questo spirito, a Milano, nasce la "Ciclofficina Zona Loreto" in uno stabile di via Paisiello confiscato alla mafia. Grazie a un Maestro biciclettaio, l'Associazione Gruppo Volontari insegnerà a ragazzi provenienti da situazioni di disagio, soprattutto dal carcere minorile Beccaria, l'arte della riparazione delle biciclette. Gli operatori del Comune monitoreranno il loro percorso di reinserimento, finalizzato ad avere un lavoro anche dopo il periodo in ciclofficina. Il biciclettaio infatti è una professione che sta diventando richiesta: negli ultimi anni Milano ha puntato molto sull'uso delle due ruote e sulla mobilità sostenibile, i ciclisti sono sempre più numerosi.Usare bene gli immobili confiscati è un modo efficace di sostenere percorsi di legalità. Nella città ambrosiana quelli riassegnati alle associazioni sono 161; le case un tempo dei mafiosi accolgono ora anziani e persone con disabilità, diventano laboratori di quartiere per giovani, abitazioni per famiglie in difficoltà, negozi solidali, spazi per iniziative culturali. Si tratta di un patrimonio importante: sono 17.577 gli immobili sequestrati e 3.187 le aziende confiscate in tutta Italia, con la Lombardia quinta per immobili (1.266) e quarta per aziende (286).
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