Babele su uso delle armi Ma la verità si fa strada
martedì 27 luglio 2021
In attesa di conoscere la dinamica esatta della tragedia di Voghera, prosegue la strumentalizzazione ideologica. Non sarà un Far West, come sottolinea più volte “Libero”, che però (22/7) aveva titolato: «La battaglia di Voghera». “Battaglia”, proprio così. Salvo poi minimizzare. E i numeri? Maria Novella De Luca, sulla “Repubblica” (22/7), sottolinea che «i dati dicono che abbiamo paura. E c'è un vento politico che soffia sulla paura. Altrimenti perché nell'anno della pandemia le licenze di porto d'armi globali sarebbero cresciute del 10% rispetto al 2019, ma in particolare tra il 2015 e il 2018 i possessori di licenze di “tiro sportivo” sarebbero cresciuti di oltre 400 mila unità?». La replica è su “Libero” (23/7), con Massimo Sanvito che intervista Antonio Bana, presidente di Assoarmieri e del Centro studi di diritto europeo su armi e munizioni: «Nel 2002 le licenze per un porto d'armi per difesa personale erano 45.000, oggi sono 14.700 per le armi corte; per le armi lunghe passiamo da 2.000 a 200 circa». “Repubblica” parla di “tiro sportivo”; “Libero” di “difesa personale”. E chi legge quelle pagine ci capisce poco: girano più o meno armi? C'è più o meno paura?
Il confronto è soprattutto tra “Repubblica” e “Libero”. Sulla prima Gianluca De Feo (25/7, titolo: «Un Paese a mano armata. Chi strumentalizza la paura») attacca apertamente la Lega: «Lo sfruttamento della paura è sempre stato una prerogativa della Lega, che ha saputo ingigantirla e cavalcarla, presentando la pistola come grande panacea. Mentre le derive securitarie delle vecchie destre portavano a invocare “legge e ordine”, quella salviniana è populista e predica la giustizia fai da te, usando come testimoni sindaci e assessori con la pistola». Su “Libero” (24/7), la replica ideale è affidata al solito Vittorio Feltri, che almeno ha il pregio della cruda chiarezza: «Si ignora stoltamente che la difesa non è mai eccessiva e sempre legittima. Chi aggredisce deve sapere che rischia una risposta violenta».
A Bana non viene chiesto alcun parere sul fatto di Voghera. Ma l'ultima risposta non può che essere condivisa: «Noi trattiamo armi, non salumi. Il mio direttore di tiro in Polizia mi diceva sempre che quando si tira fuori un'arma è perché siamo costretti a usarla. Non è uno scherzo».
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