Azzardi maldestri (e sfortunati) contro il Papa e contro la realtà
martedì 13 agosto 2019
Sabato “fake” su “La Verità” ( 10/8 p. 1 e int.) – per un'intervista di papa Francesco a “La Stampa” (8/8) il sommario stralunato di Mario Giordano conclude così: «Gesù? Non pervenuto»! Il Papa ometterebbe di citare Dio, fede, Vangelo e vita eterna per andare appresso a certe tendenze per cui – accusa sciagurata di questi giorni – «la sociologia sostituisce la teologia»… Allucinazioni polemiche, e tanto più a proposito del Vicario di Cristo, per qualcuno “colpevole di non benedire quel sovranismo che in qualche redazione va di moda. Di qui l'insulto, Che dire? Due cose. La prima è che nel testo dell'intervista al giornale torinese papa Francesco ribadisce la necessità di partire in ogni dialogo conservando la propria identità senza cedere a una lettura del reale che annulla tutte le altre, attitudine esibita da chi si richiama a ciò che oggi viene definito, appunto, sovranismo. La seconda è che quel polemista, ormai spesso incline all'azzardo maldestro, è davvero sfortunato. Domenica, infatti, papa Francesco all'Angelus ha commentato con appassionate parole il Vangelo del giorno (Lc 12, 32-48), ripetendo la necessità de «l'incontro a cuore a cuore con Gesù nella preghiera e nell'ascolto della sua Parola… pronti per l'incontro definitivo col Signore» perché «la vita è un cammino verso l'eternità», aggiungendo che «in questa prospettiva ogni istante diventa prezioso, per cui bisogna vivere e agire su questa terra avendo nel cuore la nostalgia del cielo». Volo in alto! Di più – e qui è l'essenza della vita alla luce di Cristo Redentore e Salvatore – «il pensiero dell'incontro finale con il Padre, ricco di misericordia, ci riempie di speranza, e ci stimola all'impegno costante per la nostra santificazione per costruire un mondo più giusto e fraterno». Poveri coloro che comunque pensano di potersi richiamare a un Vangelo svuotato di verità, di amore e di misericordia, non accolto con fede e trasformato, invece, in strumento di potere, magari invocando per sovrappiù il nome di Maria, colei che nel Magnificat ha cantato per nove volte la ”sovversione“ di Dio: incarnato in Gesù dalla parte degli ultimi!
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