venerdì 2 gennaio 2004
Immancabile nella composzione delle ceste natalizie la frutta secca, tra cui i deliziosi dolci datteri. I datteri vengono coltivati soprattutto in Africa del Nord, cioè in Tunisia, Marocco e Algeria, mentre in Italia viene coltivato pochissimo. La parola dattero deriva dal greco "dàktulos" e significa "dito" perché il loro aspetto assomiglia proprio a un dito. Anticamente si essiccavano sotto la sabbia rovente del deserto e costituivano una riserva alimentare nei viaggi.I datteri freschi forniscono molte calorie, infatti un etto di questo frutto dà 269 calorie con una percentuale di zuccheri altissima, cioè il 63 percento, un po" di proteine e quasi niente grassi, inoltre forniscono  quasi un terzo della dose di fibra vegetale di cui noi abbiamo bisogno ogni giorno. Per quanto riguarda il contenuto di vitamine e dei sali minerali, i datteri presentano molte vitamine del gruppo B e poi anche la vitamina A e quindi potassio, ferro, sodio e calcio.I datteri devono la loro capacità di conservazione all"altissima quota di zuccheri, che impedisce naturalmente ai microbi di moltiplicarsi, così come avviene con le marmellate e gli sciroppi. Un metodo antichissimo, come la conservazione nel miele, ma valido ancor oggi come sistema di conservazione dei cibi. Nonostante l"alta quota di zuccheri, sempre più spesso si trovano in commercio datteri ricoperti di cioccolata fondente, la tecnica è semplice e permette questa rapida esecuzione, anche a casa. Non meno calorica è la farcitura con mascarpone e noci. Ci sono diversi tipi di datteri, che possono essere: teneri, semiteneri e secchi; i più diffusi, però, sono quelli semisecchi. In Italia, non si consumano i datteri freschi ma quelli secchi. I datteri essendo molto dolci e morbidi possono restare più facilmente attaccati ai denti aumentando la possibilità di sviluppo della carie dentaria, specie per i più piccoli che non lavano frequentemente i denti.
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