lunedì 26 gennaio 2004
«Che fine fanno i nostri embrioni? Alice, 43 anni, genovese, si tormenta nel dubbio»: ha «lasciato nove embrioni nel centro a cui si è rivolta». Io Donna, supplemento del Corriere della Sera (sabato 17) raccoglie l"«ansia», gli «incubi» e, forse, anche i rimorsi delle madri che hanno lasciato i loro figli concepiti in provetta a congelare nei serbatoi di azoto liquido, le lugubri culle tecnologiche della postmodernità. Con molta accuratezza, però, parla soltanto di «embrioni», vale a dire " in purissima antilingua " di «agglomerati di poche cellule». Se fosse davvero così, non ci sarebbe poi tanto da angosciarsi, ma dov"è quella donna che parla di embrione per riferirsi al figlio in seno? Ci sono «25mila embrioni eccedenti. Come verranno utilizzati ora?» Se ne dovrà curare «il trasloco»? Anche se il linguaggio della rivista è da magazziniere, l"angoscia delle madri tradisce la verità dei sentimenti: «Avranno una possibilità di vita e, se sì, in quale grembo materno? E se invece non l"avranno, chi e come deciderà la loro sorte?» Era stata proposta la possibilità, anche se remota, forse utopistica, di un"adozione straordinaria, ma i difensori della provetta l"hanno bocciata: meglio morti di freddo che vivi nel caldo di un grembo. Poi ci sono le «provette in viaggio», di cui parla l"informatissimo Salute (settimanale di Repubblica, giovedì 22), accusandone la legge: «Calo delle richieste interne del 25 per cento ed aumento di oltre il 10 delle coppie che si rivolgono all"estero». Come le avrà calcolate? Aveva qualcuno appostato alle frontiere che, già da prima della legge, contava chi passava con la faccia di aspirante genitore? Per favore, un po" di serietà.
L"AZZECCA (GARBUGLI)«Che c"azzecca la Chiesa con Bossi?» La domanda (su Il Giorno e le altre edizioni del Quotidiano Nazionale, mercoledì 21) è di Massimo Fini, che ce l"ha con il cardinale Ruini, perché ha invitato a non intaccare l"unità nazionale con le riforme leghiste e a rendere la legge Gasparri conforme alla Costituzione. La domanda giusta, però, è un"altra: "Che c"azzecca Fini con la Chiesa?", nel senso che il noto giornalista (laicista) non l"ha azzeccata, cioè indovinata. Chiede, infatti, «in che senso argomenti come questi possano rientrare nel magistero della Chiesa» e se i fedeli starebbero «spiritualmente peggio o meglio in un"Italia trina invece che una». E conclude: così la gente «va a cercare di soddisfare le proprie esigenze di spiritualità altrove». Fini non «c"azzecca» e s"ingarbuglia, perché non sa che la spiritualità dei laici (i laici secondo la Chiesa) si realizza proprio vivendo da cristiani e secondo le loro condizioni (si legga il Concilio) "nelle realtà terrestri". Dunque anche facendo politica "da cristiani" nella società. È per questo che anche «l"Italia trina o una» li interessa spiritualmente.
VIRTÙ OXFORDIANELa facoltà di filosofia dell"Università di Oxford ha sentenziato che «nella società odierna i Sette Peccati Capitali non sono più "capitali" e neppure "peccati"», anzi «virtù» (La Repubblica, mercoledì 21). Non c"è da meravigliarsi: basta ricordare che Oxford significa "guado dei buoi".
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