giovedì 12 luglio 2018
Il piccolo Alfie, il paziente inglese morto all'Alder Hay Children Hospital di Liverpool a fine aprile, aveva diritto a protezione e cure...
Un ritratto di Alfie (Lapresse)

Un ritratto di Alfie (Lapresse)

Il piccolo Alfie, il paziente inglese affetto da una malattia rara e morto all'Alder Hay Children Hospital di Liverpool a fine aprile nonostante i genitori si fossero battuti per poterlo trasferire al Bambino Gesù di Roma già ad accoglierlo, aveva diritto a protezione e cure. Così stabilisce la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. In realtà, però, si tratta di un diritto che, come tanti altri, resta solo sulla carta visto che l'Unione Europea non è in grado di farlo applicare all'interno degli Stati membri.

Ad ammettere il paradosso è la stessa Commissione Europea che ha finalmente risposto alle interrogazioni parlamentari presentate da Mara Bizzotto, Elisabetta Gardini, Patrizia Toia e Silvia Costa. «Il diritto del minore alla protezione e alle cure è un diritto fondamentale sancito dall'articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea – scrive la portavoce della Commissione, Vera Jourová –. L'Unione non dispone tuttavia di poteri generali d'intervento presso gli Stati membri in materia di diritti fondamentali». In sostanza: «In base all'articolo 51, paragrafo 1, della Carta, le disposizioni di quest'ultima si applicano agli Stati membri esclusivamente nell'attuazione del diritto dell'Unione».

Inoltre, «ai sensi dell'articolo 168, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento della Ue, "la definizione della loro politica sanitaria" e "l'organizzazione e la fornitura di servizi sanitari e di assistenza medica" rientrano nell'ambito della competenza di ciascuno Stato membro».

Come se non bastasse, a nulla vale appellarsi alla direttiva europea sull'assistenza sanitaria transfrontaliera (numero 24 del 2011) che «definisce taluni diritti dei pazienti nelle situazioni transfrontaliere in generale relative al rimborso dei costi delle cure ricevute in altri Stati membri». Con questa risposta, commenta il presidente di Steadfast, Emmanuele Di Leo, sempre più deciso ad andare avanti con altre iniziative, «è chiaro ed evidente che la Carta europea dei diritti fondamentali è completamente inefficace».
La battagliera onlus italiana, che ha affiancato con determinazione i genitori di Alfie in tutto il loro calvario, ha consegnato nelle mani di papà Tom Evans il documento col quale lo nomina «membro onorario» dell'organizzazione, rilanciando il suo impegno in Italia e in Europa perché tragedie simili non si ripetano.

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