Addio al segreto di Stato sulle materie prime dei prodotti alimentari
domenica 11 maggio 2014
Anche sui prodotti alimentari c'è il segreto di Stato. O almeno, ci sarà ancora per poco tempo.Il governo ha deciso infatti di abolire la segretezza sui flussi commerciali delle materie prime provenienti dall'estero per la produzione alimentare. Un fatto importante, che dovrebbe fare molta chiarezza sull'origine di numerosi alimenti e che arriva dopo la grandi pressioni esercitate dai coltivatori diretti sull'esecutivo. L'obiettivo è «contrastare - spiega una nota del ministero della Salute che ha accolto una precisa richiesta della Coldiretti - le aggressioni al Made in Italy conseguenti alla lavorazione nel nostro Paese di prodotti alimentari oggetto di importazione o di scambio intracomunitario e la successiva messa in commercio come prodotti autenticamente italiani». Altro traguardo che si vuole raggiungere è fornire uno strumento in più per sostenere la ripresa economica in una situazione in cui il 33% circa degli alimenti commercializzati come italiani contiene materie prime straniere.Fare chiarezza non sarà, comunque, un percorso facile. Una complessa normativa doganale ha fino ad oggi impedito l'accessibilità dei dati, senza significative ragioni legate alla tutela della riservatezza. Il ministro Beatrice Lorenzin ha quindi disposto l'immediata costituzione di un comitato che dovrà definire, in tempi brevi, le modalità attraverso cui saranno rese disponibili le informazioni relative alla provenienza dei prodotti agro-alimentari a soggetti che dimostrino un legittimo interesse all'utilizzo di tali dati.Intanto valgono i numeri per far capire meglio la situazione. Dall'inizio della crisi - fa notare Coldiretti - sono più che triplicate in Italia le frodi a tavola, con un incremento record del 248% del valore di cibi e bevande sequestrati perché adulterate, contraffate o falsificate. Quello delle frodi, poi, è un fenomeno che colpisce soprattutto i redditi bassi: proprio dietro gli alimenti a basso costo spesso si nascondono ricette modificate, l'uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi sui quali è importante garantire maggiore trasparenza. L'Italia, poi, si troverebbe di fronte ad un rischio ancora più alto in quanto forte importatore di prodotti alimentari, con il rischio concreto che nei cibi in vendita vengano utilizzati ingredienti di diversa qualità, come il concentrato di pomodoro cinese, l'extravergine tunisino, le mozzarelle taroccate ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate proveniente dall'estero.La decisione di eliminare il segreto di Stato sulle materie prime alimentari dovrebbe contribuire a risolvere questa situazione ormai insostenibile.
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