“Repubblica” tra l'ariete i fantasmi e il tric trac
giovedì 5 gennaio 2012
Per fortuna che "Repubblica" c'è! Mai voluto ammettere, ma dopo tante resistenze cede il mio muro e forse mi arrendo. Col nuovo anno uno, due, tre colpi di seguito, come la "testuggine" romana (oggi anche in pubblicità) che precedeva l'ariete per sfondare ogni muro. Lunedì 2 – primo numero del 2012 – p. 36: "Perché il Papato resiste al tempo". Conta la firma illustre, ma soprattutto l'argomento che svela l'arcano. Oltre 2.000 anni spiegati in 3 colonne. A "Repubblica" lo sanno: «perché Roma è l'unica città in cui sono vissuti due apostoli»! Ti viene in mente che a Gerusalemme ne sono vissuti 13, ma non discuti: apprendi! Passano due giorni e ieri fulmineo il colpo finale. Annuncio nel "fondo" di prima: «Come sconfiggere le corporazioni che frenano l'Italia». Non vorresti essere costretto a leggere, ma lì vicino ecco l'ordine firmato Barbara Spinelli: «Il coraggio della verità»! E allora leggi la lezione di Alessandro De Nicola. Ecco, leopardianamente, "il vero": «Il peccato mortale d'Italia sono le corporazioni, cioè le lobby». È Machiavelli («XXI cap. del Principe»), ma vale anche oggi, perché «le cose non sono cambiate troppo». Le lobby? E De Nicola le elenca, via via: «gli spazzacamini… gli idraulici… i politici, i burocrati», ma soprattutto «la Chiesa e i sindacati», che infatti «dal punto di vista politico ed economico altro non sono che enormi lobby». «Il coraggio della verità»? Ripensi: De Nicola? E ricordi lo "Zì Nicola" di "Questi fantasmi". Niccolò Machiavelli? Quello col suo «m'ingaglioffo per tutto dì giocando a cricca». Il primo capiva poco, e il secondo non scriveva su "Repubblica". Per fortuna che c'è? Forse resisto ancora…
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