«Quando gli parlai di famiglie in affido»
martedì 19 marzo 2013
di Lia Sanicola*Non ci siamo ancora riavuti dallo choc dell'elezione del Papa argentino Francesco che ci ha fatto vivere momenti indimenticabili, dallo stupore all'euforia. Mio marito Daniele, piemontese, ha vissuto 30 anni in Argentina. Abbiamo pianto, riso e poi… abbiamo ricordato.Alcuni anni fa, durante un viaggio in Argentina come "professore visitante" dell'università di Mar del Plata, sono stata chiamata a svolgere alcuni seminari su tematiche di mia competenza, tra cui l'affido familiare. Un sacerdote amico ci suggerì di rendere visita all'arcivescovo di Buenos Aires e si adoperò per farci avere un appuntamento, che abbiamo ottenuto nel giro di 24 ore. Fu un colloquio intenso durante il quale Bergoglio si interessò del mio lavoro, dei contatti che avevo avuto in Argentina e delle impressioni che ne avevo raccolto. Mi suggerì di incontrare il decano della facoltà di Lavoro Sociale dell'Università del Salvador– l'ateneo retto dai Gesuiti –, dove successivamente fui invitata a svolgere alcune lezioni.In quella circostanza gli raccontai anche del mio impegno culturale con la famiglia, gli consegnai il mio libro sull'affidamento familiare e gli parlai dell'associazione "Famiglie per l'Accoglienza" a cui ci eravamo dedicati per anni, avendo come punto di riferimento la dottrina sociale della Chiesa. Ne fu interessato e colpito, ci disse che una sua sorella aveva fatto accoglienza di un bambino e parlammo anche delle sfide dell'affido familiare. Ci fece dono di un libro sulla cattedrale di Buenos Aires ed in seguito ci scrisse un biglietto. Conserviamo un ricordo vivissimo di quell'incontro, per la cordialità con cui siamo stati accolti e messi a nostro agio, per la semplicità del suo tratto, per il senso dell'humour che ha dimostrato in più momenti.Questo incontro e l'elezione del papa Francesco, impressi nella nostra memoria, ci rendono più responsabili e grati di fronte alla Presenza che ha cambiato la nostra vita ed assumono oggi una luce che splenderà sempre nella nostra quotidiana esistenza.*Famiglie per l'Accoglienza
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