lunedì 28 maggio 2018
Laureato a Siena e alla London School of Economics, pur lavorando a Washington dal 1988 al Fmi, ha sempre seguito con attenzione i conti italiani. Nel 2013 è stato commissario alla spending review
Chi è Carlo Cottarelli

Il "tecnico" incaricato nel novembre del 2013 dal governo Letta di mettere mano agli sprechi pubblici italiani ha ricevuto da Mattarella l'incarico di formare il nuovo governo. "A me sembra più probabile che mi chiamino nell'Inter a giocare al posto di Icardi, come centroavanti", rispondeva due mesi fa a chi gli chiedeva di commentare l'ipotesi che gli venisse affidato un incarico da premier. È stato convocato.

Laureato a Siena e alla London School of Economics, pur lavorando a Washington dal 1988 quando entrò al Fondo Monetario dopo la Banca d'Italia e una breve esperienza all'Eni, ha sempre seguito con attenzione gli affari italiani. All'Fmi infatti era direttore del dipartimento Affari di bilancio dal 2008 e in questi anni più volte ha redatto e illustrato il Fiscal Monitor, ovvero il rapporto dove si analizzano i bilanci pubblici delle principali economie.

Cremonese, 63 anni, è sposato e ha due figli. Dopo venticinque anni al Fondo Monetario e sei alla Banca d'Italia, Cottarelli ha ricoperto dunque il ruolo di commissario alla revisione della spesa pubblica, nel 2013, conteggiando tagli per 32 miliardi. Ma il suo lavoro non ebbe seguiti. Lasciato l'incarico, nel novembre del 2014 torna al Fmi su nomina del Governo Renzi, come direttore esecutivo nel board. L'amore per il rigore dei conti però non si è interrotto e dal 30 ottobre 2017 è il Direttore dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell'Università Cattolica di Milano.
Recentissimi i suoi affondi sulla necessità di ridurre il debito e sul risanamento che passa per la finanza pubblica. Il piano di spending rewiev di Cottarelli era stato evocato di recente da Andrea Roventini, inizialmente scelto da Luigi Di Maio come ministro dell'Economia per il governo M5S. Critiche invece le sue posizioni nei confronti del contratto Lega-M5s.

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