venerdì 29 aprile 2016
Due paleo-artisti olandesi hanno dato forma a un viso irregolare, la fronte sporgente, il cranio allungato e un grande naso.

​Bello non è ma ha fascino da vendere, se non altro perché arriva da un mondo che non esiste più, trasformato dal passare dei millenni: il volto dell’Uomo di Altamura – uno dei più antichi Neanderthal scoperti fino a ora – è stato ricostruito da due paleo-artisti olandesi, Adrie e Alfons Kennis. Lo scheletro scoperto nel 1993 nella grotta di Lamalunga, ad Altamura, in provincia di Bari, resta ancora incastrato nella roccia: solo un frammento è stato prelevato (dalla scapola) per analizzare il dna. Cosa che ha consentito agli esperti di stabilire che l’esemplare di Neanderthal visse in un intervallo finale del Pleistocene Medio, compreso tra 172mila e 130mila anni fa. Per permettere ai due paleo-artisti di procedere, lo scheletro è stato ricostruito al computer e poi realizzato a tre dimensioni: in diversi mesi di lavoro, è stato ricoperto di muscoli, tendini, epidermide, peli e capelli... Il risultato, ci presenta un individuo con il corpo tarchiato, il bacino largo e una statura contenuta (circa un metro e 65 centimetri), con un viso irregolare, la fronte sporgente, il cranio allungato e un naso molto grande. Ma è solo l’inizio del percorso: la ricostruzione delle fattezze del Neanderthal rappresenta solo un tassello di un più grande e ambizioso progetto che riguarda la creazione della Rete museale Uomo di Altamura, di prossima inaugurazione.

 

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