martedì 17 aprile 2018
Domenica prossima Francesco ordinerà 16 sacerdoti, undici per la diocesi di Roma. Molti i giovani ma non mancano le vocazioni adulte. Tra queste un 41enne ex docente di diritto tributario.
Ordinazioni sacerdotali nella Basilica Vaticana

Ordinazioni sacerdotali nella Basilica Vaticana

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Ci sono anche un tributarista e un laureato in medicina tra i 16 diaconi che domenica prossima, 22 aprile, saranno ordinati sacerdoti dal Papa nella Basilica Vaticana. Il rito è in programma durante la celebrazione eucaristica presieduta da Francesco alle 9.15.

Le storie: alle spalle una famiglia difficile

Dei preti novelli, undici per la diocesi di Roma, sei si sono formati al Collegio diocesano Redemptoris Mater, cinque hanno studiato al Seminario Romano Maggiore, quattro appartengono alla Famiglia dei Discepoli. A completare il numero dei neo presbiteri un prete orionino che ha compiuto il suo percorso presso la parrocchia di Ognissanti. Come si capisce le loro storie sono anche molto diverse l’una dall’altra. Roma Sette in edicola domenica scorsa con Avvenire ne ha raccolte alcune particolarmente significative. «È per dire il mio “grazie” a Dio che ho scelto la strada del sacerdozio – racconta Thierry Randrianantenaina, 27 anni, originario del Madagascar e studente del Redemptoris Mater -. Il matrimonio dei miei genitori infatti si è salvato per pura grazia: è stato un segno di fedeltà che il Padre mi ha fatto sperimentare nella mia vocazione e che tuttora è seme di speranza nel mio futuro ministero». Il padre ha avuto un problema di alcolismo che ha pesato sull’equilibrio familiare ma «l’accompagnamento della Chiesa, in particolare con l’esperienza del Cammino neocatecumenale – racconta – ci ha fatto sperimentare la misericordia di Dio».
Anche la vocazione di Juraj Baskovic, 37 anni, croato, è maturata in seno al Cammino neocatecumenale, così come quella di altri quattro ordinandi: Phaolo Do Van Tan, 37 anni, originario del Vietnam, il trentottenne Thein Lwindel, del Myanmar, il colombiano Fabio Alejandro Perdomo Lizcano e Moises Pineda Zacarias, nato a San Salvador nel 1990.

Il medico che scoprì la missione

Tra le storie più significative raccontate da Roma Sette, quella di Renato Tarantelli Baccari, della parrocchia San Giuseppe al Trionfale che con i suoi 41 anni, è il più grande dei cinque ordinandi del Seminario Romano Maggiore. «La mia vocazione tardiva – racconta – è giunta dopo che già avevo improntato la mia vita affettiva e professionale come docente di diritto tributario»; nove anni fa «un’esperienza dirompente», quale il cammino da Lourdes a Santiago, «mi fece capire che volevo, ed ero, qualcosa di diverso. Mi sono sentito amato di una dolcezza e una tenerezza mai sperimentate: il Signore mi ha sorpreso e io ho sorpreso me stesso trovando il coraggio, senza riserve, di dire “sì” alla sua chiamata». Si sono formati al Romano Maggiore anche il 29enne Gabriele Nasca, della parrocchia Santa Maria Addolorata, Massimo Cunsolo, 28 anni, il ventiseienne Michele Ferrari ed Emilio Cenani, 32 anni, originario di San Frumenzio ma cresciuto nella parrocchia di Sant’Ippolito. Cenani, laureato in Medicina, dal terzo anno di università ha intrapreso un percorso di discernimento maturato «dopo un viaggio di missione in Brasile nel 2005»

Francesco: Dio chiama adesso

Come detto i nuovi sacerdoti saranno ordinati il 22 aprile, domenica in cui si celebra la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Nel Messaggio preparato per l’occasione il Papa sottolinea che «la gioia del Vangelo, che ci apre all’incontro con Dio e con i fratelli, non può attendere le nostre lentezze e pigrizie; non ci tocca se restiamo affacciati alla finestra, con la scusa di aspettare sempre un tempo propizio; né si compie per noi se non ci assumiamo oggi stesso il rischio di una scelta». Il Signore – prosegue il testo – «continua oggi a chiamare a seguirlo. Non dobbiamo aspettare di essere perfetti per rispondere il nostro generoso “eccomi”, né spaventarci dei nostri limiti e dei nostri peccati, ma accogliere con cuore aperto la voce del Signore. Ascoltarla, discernere la nostra missione personale nella Chiesa e nel mondo, e infine viverla nell’oggi che Dio ci dona» .

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