mercoledì 19 aprile 2017
«È cammino di fede. Non è tanto la nostra ricerca nei confronti di Dio ma la ricerca di Dio nei nostri confronti». Paolo? «Un persecutore, Gesù stravolse il senso della sua vita».
Il Papa saluta i fedeli all'Udienza di oggi (Ansa)

Il Papa saluta i fedeli all'Udienza di oggi (Ansa)

Il cristianesimo non è un'ideologia, non è un sistema filosofico, ma un cammino di fede che parte da un avvenimento, testimoniato dai primi discepoli di Gesù". Così Papa Francesco nell'udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro dopo la Pasqua. Nelle catechesi, Bergoglio affronta il tema della la risurrezione e dice: "Paolo lo riassume in questo modo: Gesù è morto per i nostri peccati, fu sepolto, e il terzo giorno è risorto ed è apparso a Pietro e ai Dodici". "Questo - ha spiegato - è il fatto: Gesù è morto, sepolto, risorto e apparso. Se infatti tutto fosse finito con la morte, in Lui avremmo un esempio di dedizione suprema, ma questo non potrebbe generare la nostra fede. Perché la fede nasce dalla risurrezione. Accettare che Cristo è morto, ed è morto crocifisso, non è un atto di fede, perché quello è un fatto storico. Invece credere che è risorto sì. La nostra fede dunque - ha scandito il Papa - nasce il mattino di Pasqua. E Gesù è qui, è ancora in piazza con noi".

«Il cristianesimo - ha aggiunto il Papa - non è tanto la nostra ricerca nei confronti di Dio ma la ricerca di Dio nei nostri confronti».

"Il cristianesimo - ha ribadito Francesco - è grazia, è sorpresa, e per questo motivo presuppone un cuore capace di stupore. E allora, anche se siamo peccatori, se i nostri propositi di bene sono rimasti sulla carta, oppure se, guardando la nostra vita, ci accorgiamo di aver sommato tanti insuccessi? Nel mattino di Pasqua possiamo fare come quelle persone di cui ci parla il Vangelo: andare al sepolcro di Gesù, vedere la grande pietra rovesciata e pensare che Dio sta realizzando per me, per tutti noi, un futuro inaspettato. Qui c'è felicità, gioia e vita, dove tutti pensavano ci fosse solo tristezza, sconfitta e tenebre".

Paolo "era un persecutore della Chiesa, orgoglioso delle proprie convinzioni; si sentiva un uomo arrivato, con un'idea molto limpida di cosa fosse la vita con i suoi doveri. Ma, in questo quadro perfetto, un giorno avviene ciò che era assolutamente imprevedibile: l'incontro con Gesù Risorto, sulla via di Damasco. Lì non ci fu soltanto un uomo che cadde a terra: ci fu una persona afferrata da un avvenimento che gli avrebbe capovolto il senso della vita".

Secondo il Papa, "Dio fa crescere i suoi fiori più belli in mezzo alle pietre più aride". "Essere cristiani - dunque - significa non partire dalla morte, ma dall'amore di Dio per noi, che ha sconfitto la nostra acerrima nemica. Dio è più grande del nulla, e basta solo una candela accesa per vincere la più oscura delle notti".


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