sabato 2 settembre 2017
"Le risorse energetiche non devono essere lasciate in balia della speculazione" è il centro del messaggio che il Papa ha inviato ai partecipanti all'Expo di Astana dedicato al tema "Energia futura"
Papa Francesco: risorse energetiche non siano oggetto di speculazioni
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"Le risorse energetiche non devono essere lasciate in balia della speculazione, né diventare fonte di conflitti". Lo chiede papa Francesco in un messaggio all'Expo 2017 di Astana, dedicato al tema dell'"Energia futura", nell'ambito della quale si celebra oggi la Giornata della Santa Sede.

Il messaggio di papa Francesco all'Expo di Astana

Per il Papa, "è necessario un ampio e sincero dialogo, a tutti i livelli, tra i diversi settori delle nostre società", per questo, spiega Francesco, "è molto importante riflettere con serietà e responsabilità sulle modalità con cui, nei prossimi anni, l'umanità adopererà, anche mediante nuove e innovative tecnologie, le risorse energetiche che ha ricevuto in dono, in eredità comune". "Ne siamo tutti consapevoli: da tali modalità - rileva il Papa - dipendono sia la salute del pianeta, sia il benessere delle nostre società; un benessere da intendersi in modo integrale, non solamente come prosperità economica o capacità di consumo". "Dobbiamo piuttosto fare in modo - esorta Bergoglio - che l'energia venga messa al servizio di ciò che ci rende migliori, di ciò che fa fiorire e fruttificare la nostra umanità, che, per sua natura, è portata verso la relazione, verso gli altri, verso la solidarietà, verso l'amore".
Secondo papa Francesco "'Energia Futura' non è solo un compito per ricercatori, tecnologi o investitori: anche il mondo della cultura, della politica, dell'educazione e quello religioso sono interpellati".

La dichiarazione dei diversi leader religiosi sull'ambiente all'Expo di Astana

Una più stretta collaborazione delle religioni con i governi e i diversi attori economici e sociali per promuovere sistemi energetici “che siano veramente al servizio di tutta la famiglia umana” è anche quanto auspicano i leader religiosi musulmani, cristiani ed ebrei riuniti ad Astana, capitale del Kazakistan per l’incontro interreligioso “Insieme per la cura della nostra casa comune” organizzato nell’ambito dell’Expo 2017. Presente come delegato vaticano il cardinale Peter Turkson, prefetto del dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale.

Le iniziative interreligiose intraprese in questi anni per l’ambiente e il clima – scrivono in una Dichiarazione di intenti diffusa al termine dell’incontro – dimostrano che le religioni possono essere un forte stimolo per “un’azione concreta a favore della casa comune” e ci ricordano che i valori religiosi e i precetti morali, come il non fare male agli altri, la solidarietà e la giustizia, “devono plasmare in modo particolare i pensieri e le azioni dei credenti verso un’accresciuta consapevolezza dell’urgente necessità di tutelare meglio la natura, ma anche i nostri fratelli e sorelle, soprattutto quelli più bisognosi e vulnerabili”.
In questo senso per i firmatari del documento, la questione energetica assume una particolare rilevanza. “Il modo infatti in cui l’energia è generata, trasportata e consumata - sottolineano - ha e avrà in futuro un impatto significativo” sulla natura e gli ecosistemi e quindi sull’accesso all’acqua e al cibo, sulla sostenibilità delle nostre società, dei nostri commerci ed economie, sull’equità, la salute, lo sviluppo, la guerra e la pace.
I leader religiosi ricordano quindi che l’energia non è un bene creato dall’uomo, ma una risorsa affidataci da Dio Creatore per il bene di tutta la famiglia umana. Essa non va quindi sfruttata indiscriminatamente, ma con un “discernimento ispirato dal perseguimento del bene comune dell’umanità”.

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