lunedì 31 luglio 2017
In occasione della giornata mondiale contro il traffico di persone umane, il pensiero di Francesco va alle «migliaia di vittime innocenti dello sfruttamento e della schiavitù moderna»
Il Papa: «Basta tratta, una piaga aberrante»
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È la Giornata mondiale contro la tratta a offrire a Papa Francesco l'occasione per ribadire con forza, ancora una volta, la necessità di combattere quella che definisce una «piaga aberrante». Nel corso dell'Angelus di ieri il Pontefice ha voluto «richiamare l'impegno di tutti affinché questa forma di schiavitù moderna sia adeguatamente contrastata. Preghiamo insieme la Vergine Maria perché sostenga le vittime della tratta e converta i cuori dei trafficanti». IL TESTO INTEGRALE

«Ogni anno - ha ricordato il Santo Padre - migliaia di uomini, donne e bambini sono vittime innocenti dello sfruttamento lavorativo e sessuale e del traffico di organi. Sembra che ci siamo così abituati da considerarla una cosa normale: questo è brutto, è crudele, è criminale!».

Porre rimedio a questa sorta di assuefazione è il compito del cristiano impegnato a «cercare, camminare, darsi da fare». «Il Regno di Dio - ha spiegato il Francesco riferendosi al Vangelo domenicale - è offerto a tutti, ma non è messo a disposizione su un piatto d'argento, richiede un dinamismo. L'atteggiamento della ricerca è la condizione essenziale per trovare. Bisogna che il cuore bruci dal desiderio di raggiungere il bene prezioso, cioè il Regno di Dio che si fa presente nella persona di Gesù. È Lui il tesoro nascosto, è Lui la perla di grande valore. Egli è la scoperta fondamentale, che può dare una svolta decisiva alla nostra vita, riempiendola di significato».

Nelle parole del Papa, «di fronte alla scoperta inaspettata, tanto il contadino quanto il mercante si rendono conto di avere davanti un'occasione unica da non lasciarsi sfuggire, pertanto vendono tutto quello che possiedono. La valutazione del valore inestimabile del tesoro, porta a una decisione che implica anche sacrificio, distacchi e rinunce. Quando il tesoro e la perla sono stati scoperti, quando cioè abbiamo trovato il Signore, occorre non lasciare sterile questa scoperta, ma sacrificare ad essa ogni altra cosa».

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