Terremoto la lezione serva per il futuro
martedì 30 agosto 2016
Caro direttore,ancora una volta l’entusiastica generosità degli italiani esplode in ammirevoli slanci di altruismo e collaborazione con gente colpita da un evento sismico che, sebbene inevitabile, avrebbe potuto avere conseguenze ben minori rispetto a quelle di ora. Diverso sarebbe stato infatti il quadro dell’immane tragedia se a tempo debito, istruiti da eventi similari (vedi l’Aquila) e da motivati allarmi, come "Avvenire" ha documentato, si fossero prese adeguate misure di sicurezza. A nostra magra consolazione, mi auguro che la lezione sia almeno buona per un futuro che spero non venga mai. È bene che in questa occasione, non solo sul suo giornale, si siano sentiti chiari e forti i pareri dei tecnici e dei professori che hanno indicato nella mancata prevenzione, anche a basso costo, e della presa in carico del grosso problema idro-geologico del nostro Paese la causa della tragedia in Centro Italia. Ma il problema come al solito è per me soprattutto uno: quando i mass media cambieranno musica e sposteranno i riflettori, tutto verrà dimenticato. Temo che quella povera gente seguiterà a languire in sistemazioni di emergenza per chissà quanto tempo. E poi che cosa succederà alla prossima occasione. Temo si ricominci tutto da capo...

Franco Masini - Lucca


Le sue preoccupazioni sono serie, motivate e per nulla isolate, caro signor Masini. Ma stavolta, dopo l’ennesima devastazione mortale nel cuore dell’Appennino, c’è di nuovo che abbiamo potuto registrare un impegno altrettanto motivato del presidente del Consiglio Renzi e di importanti ministri del suo Governo per la "messa in sicurezza" della nostra casa comune italiana. Vigileremo insieme che questo avvenga, con la stessa attenzione e la stessa passione, con cui – dati alla mano – abbiamo sollecitato per anni questa presa di coscienza e assunzione di responsabilità.
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