lunedì 3 dicembre 2018
In mostra a Cava de' Tirreni (SA) settanta scatti che ripercorrono la vicenda artistica di uno dei più importanti fotografi del '900. Un viaggio nel fascino e nell'umanità della Parigi scomparsa
Robert Doisneau, Un chien à roulettes, 1977 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, Un chien à roulettes, 1977 © Atelier Robert Doisneau

Dal 1 dicembre 2018 al 3 marzo 2019, il Monastero San Giovanni al Borgo Grande di Cava de’ Tirreni (SA) ospita la mostra di Robert Doisneau (Gentilly, 1912 - Montrouge, 1994), uno dei fotografi più importanti e celebrati del '900, il più illustre rappresentante della fotografia “umanista” in Francia. La rassegna, dal titolo «Pescatore d’immagini», presenta 70 immagini in bianco e nero che ripercorrono l’universo creativo del fotografo. Il percorso espositivo, che mette in mostra alcune delle icone più riconoscibili della sua carriera come Le Baiser de l'Hôtel de Ville, Les pains de Picasso, Prévert au guéridon, si apre con l’autoritratto del 1949 e ripercorre i soggetti a lui più cari, conducendo il visitatore in un’emozionante passeggiata nei giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, nei bistrot e nelle gallerie d’arte della capitale francese. Doisneau amava percorrere con la fedele Rolleiflex le strade parigine per «impossessarsi dei tesori che i suoi contemporanei trasmettono inconsciamente». I soggetti prediletti delle sue fotografie sono, infatti, i parigini: le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo. Quella che Doisneau ha tramandato ai posteri è l’immagine della Parigi più vera, ormai scomparsa e fissata solo nell’immaginario collettivo; è quella dei clochard, delle antiche professioni; quella dei mercati di Les Halles, dei caffè esistenzialisti di Saint Germain des Prés, punto d’incontro per intellettuali, artisti, musicisti, attori, poeti, come Jacques Prévert col quale condivise, fino alla sua morte, un’amicizia fraterna che ritrae seduto al tavolino di un bar con il suo fedele cane e l’ancor più fedele sigaretta. Com’ebbe modo di ricordare lo stesso Doisneau, «Le meraviglie della vita quotidiana sono così eccitanti; nessun regista può ricreare l’inaspettato che si trova nelle strade».


Robert Doisneau, Autoportrait, 1949 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, Autoportrait, 1949 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, Un chien du pont des Arts, 1953 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, Un chien du pont des Arts, 1953 © Atelier Robert Doisneau


Robert Doisneau, Les tabliers de Rivoli, Paris 1978 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, Les tabliers de Rivoli, Paris 1978 © Atelier Robert Doisneau


Robert Doisneau, Un chien à roulettes, 1977 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, Un chien à roulettes, 1977 © Atelier Robert Doisneau


Robert Doisneau, L'enfer, 1952 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, L'enfer, 1952 © Atelier Robert Doisneau


Robert Doisneau, La pendule, 1956 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, La pendule, 1956 © Atelier Robert Doisneau


Robert Doisneau, Les frères, rue du Docteur Lecène, 1934 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, Les frères, rue du Docteur Lecène, 1934 © Atelier Robert Doisneau


Robert Doisneau, Les écoliers de la rue Damesme, 1956 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, Les écoliers de la rue Damesme, 1956 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, Les pains de Picasso, Vallauris 1952 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, Les pains de Picasso, Vallauris 1952 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, Le baiser de L’Hotel De Ville, 1950 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, Le baiser de L’Hotel De Ville, 1950 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, Mademoiselle Anita, 1951 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, Mademoiselle Anita, 1951 © Atelier Robert Doisneau

© Riproduzione riservata

ARGOMENTI: