martedì 21 novembre 2017
Papa Francesco dialoga con don Marco Pozza, il cappellano del carcere di Padova nel programma "Padre nostro" in onda il 22 novembre alle 21 su Tv2000. Tra gli ospiti Carlo Petrini di Slow Food

"L'eucarestia non è un premio per i buoni, è una medicina per i deboli". Lo afferma papa Francesco, nella quinta puntata del programma Padre nostro, condotto da don Marco Pozza, in onda su Tv2000 il 22 novembre alle ore 21.05, nato dalla collaborazione tra la Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede. Papa Francesco nel dialogo settimanale con il giovane cappellano del carcere di Padova, don Marco Pozza ha ricordato che “Il regno di Dio è una festa, siamo a tavola. La forza della presenza di Dio oggi nel mondo è proprio a tavola, nell'eucarestia con Gesù. Per questo chiediamo di dare da mangiare a tutti noi. Dare da mangiare quel pasto spirituale che ci fortifica, a tavola nell'eucarestia, ma anche dare da mangiare a tutti, in questo mondo dove il regno della fame è così crudele”.
“Da bambini – ha aggiunto papa Francesco – a casa ci insegnavano che quando il pane cadeva, si doveva subito raccoglierlo e baciarlo. Il pane non si buttava mai. Il pane è simbolo dell’unità dell’umanità”.

Ogni mercoledì don Marco Pozza incontra anche alcuni personaggi laici del mondo della cultura e dello spettacolo: nella quinta puntata è presente il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini. “Quasi un miliardo di persone soffre di malnutrizione e fame e questo è veramente una vergogna” sottolinea il fondatore di Slow Food. “Se si pensa a quanto la Comunità internazionale – denuncia Petrini - investe per superare questa vergogna e la si paragona a quanto la stessa Comunità spende annualmente per comperare e fabbricare armi la proporzione è che non ci sono 37 miliardi di dollari per risolvere il problema della fame all’anno e se ne spendono 740 miliardi di dollari per le armi. In queste due cifre c’è il baratro di un’umanità che non è da Homo Sapiens”.
“Oggi viviamo una situazione schizofrenica – sottolinea Petrini – non si è mai parlato così tanto di cibo anche in televisione e la situazione nelle nostre campagne è drammatiche. Penso sia giunto il momento di coltivare la cultura del cibo a 360 gradi, non solo attraverso gli spadellamenti, dico di più, se noi ci concentriamo solo sugli spadellamenti rischia di diventare pornografia alimentare”.
“Dobbiamo avere a cuore il benessere della terra – conclude Petrini - il benessere dei contadini, la socialità delle persone, il fatto che il diritto al cibo è un diritto di tutti, non solo di chi ha i soldi, il diritto al buon cibo non può essere un diritto che è riservato a chi ha i soldi e gli altri devono mangiare prodotti scadenti. Questo non è logico e non è giusto”.

Dall'incontro, dalle parole e dalle risposte del Papa a don Marco è nato anche il libro ‘Padre nostro’ di Papa Francesco della casa editrice Rizzoli e la Libreria Editrice Vaticana, in uscita in Italia il 23 novembre.


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