mercoledì 12 settembre 2018
Il fotoreportage di Lorenzo Tuglioli per Oxfam denuncia la mancanza di speranza di una intera generazione, nata dopo la firma del primo degli accordi con Israele. Irrealizzati

A 25 anni dalla firma del primo degli accordi di Oslo tra Israele e l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, che ricorre giovedì 13 settembre, ciò che resta è una lista di promesse non mantenute che ha negato e sta negando a un’intera generazione di giovani palestinesi futuro e diritti.

I ragazzi di meno di 29 anni rappresentano più della metà della popolazione del Territorio Occupato Palestinese (OPT), e in quasi 1 caso su 2 due sono disoccupati. Nella stragrande maggioranza non hanno mai avuto la possibilità di votare, perdendo qualsiasi speranza di cambiamento. È la denuncia contenuta nel report Generazione Oslo, diffuso oggi da Oxfam (QUI IL REPORT COMPLETO) a un quarto di secolo da un accordo carico di aspettative, che nei fatti ha causato la paralisi di un’economia da cui dipende il destino di un intero popolo.

Il foto reportage è di Lorenzo Tuglioli per Oxfam. Le prime ritraggono la vita quotidiana di giovani lavoratori a Gaza City, le successive sono ritratti di giovani del Territorio Occupato Palestinese, che nel report di Oxfam raccontano la propria storia.

Per saperne di più vai al sito Oxfam Italia.

La vita a Gaza. Attualmente il 43,4% dei giovani palestinesi tra i 15 e i 29 anni non ha lavoro, è il tasso più alto di disoccupazione giovanile nella regione. Una situazione che a Gaza riguarda il 64,6% dei giovani.

La vita a Gaza. Attualmente il 43,4% dei giovani palestinesi tra i 15 e i 29 anni non ha lavoro, è il tasso più alto di disoccupazione giovanile nella regione. Una situazione che a Gaza riguarda il 64,6% dei giovani.

Gaza. 1,44 milioni di giovani palestinesi non cercano nemmeno più lavoro, né frequentano la scuola, con il 53% dei neo laureati disoccupato

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Gaza. Circa un terzo dei giovani desidera lasciare la propria terra e il 73% non nutra alcuna speranza di miglioramento

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Gaza. Tantissime anche le donne disoccupate: il 47,4%, il più alto tasso di disoccupazione femminile al mondo

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Gaza. "Mio padre mi ha raccontato che prima di Oslo, le persone avevano un lavoro dignitoso, c'era una fornitura di elettricità costante, non c'erano restrizioni di movimento, avevamo un aeroporto da dove si poteva volare ovunque. Poi le cose sono peggiorate dopo la mia nascita - dopo Oslo”, racconta Rajab, ventitreenne che ha sempre vissuto a Gaza

Gaza. "Mio padre mi ha raccontato che prima di Oslo, le persone avevano un lavoro dignitoso, c'era una fornitura di elettricità costante, non c'erano restrizioni di movimento, avevamo un aeroporto da dove si poteva volare ovunque. Poi le cose sono peggiorate dopo la mia nascita - dopo Oslo”, racconta Rajab, ventitreenne che ha sempre vissuto a Gaza

Gaza. “Dopo Oslo ci siamo sentiti sotto assedio in ogni aspetto della nostra vita. Ogni cosa che facciamo è condizionata dal blocco”, racconta Haytham giovane ingegnere di 27 anni che assieme a tre altri giovani colleghi a Gaza City, si è rimboccato le maniche per creare un prototipo in grado di creare energia elettrica dalle onde del mare

Gaza. “Dopo Oslo ci siamo sentiti sotto assedio in ogni aspetto della nostra vita. Ogni cosa che facciamo è condizionata dal blocco”, racconta Haytham giovane ingegnere di 27 anni che assieme a tre altri giovani colleghi a Gaza City, si è rimboccato le maniche per creare un prototipo in grado di creare energia elettrica dalle onde del mare

Gaza. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, senza le restrizioni imposte dall'occupazione israeliana, il PIL pro capite solo nel 2016 sarebbe aumentato del 37% (Fonte Oxfam)

Gaza. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, senza le restrizioni imposte dall'occupazione israeliana, il PIL pro capite solo nel 2016 sarebbe aumentato del 37% (Fonte Oxfam)

Gaza.

Gaza.

Giovani a Gaza City.

Giovani a Gaza City.

Gaza City.

Gaza City.

I ragazzi di meno di 29 anni rappresentano più della metà della popolazione del Territorio Occupato Palestinese (OPT), e in quasi 1 caso su 2 due sono disoccupati.

I ragazzi di meno di 29 anni rappresentano più della metà della popolazione del Territorio Occupato Palestinese (OPT), e in quasi 1 caso su 2 due sono disoccupati.

Nella stragrande maggioranza i giovani non hanno mai avuto la possibilità di votare, perdendo qualsiasi speranza di cambiamento

Nella stragrande maggioranza i giovani non hanno mai avuto la possibilità di votare, perdendo qualsiasi speranza di cambiamento

Ritratti di giovani nel Territorio Occupato Palestinese

Ritratti di giovani nel Territorio Occupato Palestinese

Ritratti di giovani nel Territorio Occupato Palestinese

Ritratti di giovani nel Territorio Occupato Palestinese

Ritratti di giovani nel Territorio Occupato Palestinese

Ritratti di giovani nel Territorio Occupato Palestinese

Ritratti di giovani nel Territorio Occupato Palestinese

Ritratti di giovani nel Territorio Occupato Palestinese

Ritratti di giovani nel Territorio Occupato Palestinese

Ritratti di giovani nel Territorio Occupato Palestinese

Ritratti di giovani nel Territorio Occupato Palestinese

Ritratti di giovani nel Territorio Occupato Palestinese

Ritratti di giovani nel Territorio Occupato Palestinese

Ritratti di giovani nel Territorio Occupato Palestinese

Ritratti di giovani nel Territorio Occupato Palestinese

Ritratti di giovani nel Territorio Occupato Palestinese

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