giovedì 19 dicembre 2019
Un grande incendio è divampato lo scorso 15 aprile nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi, uno dei luoghi simbolo della città e tra le chiese più famose del mondo. La guglia e due terzi del tetto sono stati distrutti dalle alte e imponenti fiamme, avvistate a partire dalle 19 della sera e che nelle successive ore hanno avvolto quasi interamente la parte superiore della cattedrale. Il presidente francese Emmanuel Macron dopo l'incendio ha ricordato che Notre-Dame «è la nostra storia. […] È la cattedrale di tutti i francesi e di quelli che ancora non l’hanno mai visitata. Questa è la nostra storia».

Un grande incendio è divampato lo scorso 15 aprile nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi, uno dei luoghi simbolo della città e tra le chiese più famose del mondo. La guglia e due terzi del tetto sono stati distrutti dalle alte e imponenti fiamme, avvistate a partire dalle 19 della sera e che nelle successive ore hanno avvolto quasi interamente la parte superiore della cattedrale. Il presidente francese Emmanuel Macron dopo l'incendio ha ricordato che Notre-Dame «è la nostra storia. […] È la cattedrale di tutti i francesi e di quelli che ancora non l’hanno mai visitata. Questa è la nostra storia». - Ansa

Un modello per l’Europa, una buona pratica replicabile, una via sicura di accesso per chi parte e per chi accoglie. Sono i corridoi umanitari, inventati dalla collaborazione tra Chiese cristiane e istituzioni, che da febbraio 2016 hanno accolto e integrato circa 2.100 profughi siriani, somali ed eritrei. Più altri 600 tra Francia, Belgio e Andorra. E presto anche in Germania, grazie alla Chiesa evangelica di Vestfalia. Una scommessa vinta, che ha ricevuto dall’Acnur, l’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, il prestigioso Premio Nansen 2019 per la regione Europa. A dicembre 2019 anche Papa Francesco ha voluto accogliere a Roma, attraverso un corridoio umanitario gestito dalla Comunità di Sant'Egidio e dall'Elemosineria apostolica, 33 persone migranti provenienti dal sovraffollato hotspot di Moria sull'isola di Lesvos, in Grecia.

Un modello per l’Europa, una buona pratica replicabile, una via sicura di accesso per chi parte e per chi accoglie. Sono i corridoi umanitari, inventati dalla collaborazione tra Chiese cristiane e istituzioni, che da febbraio 2016 hanno accolto e integrato circa 2.100 profughi siriani, somali ed eritrei. Più altri 600 tra Francia, Belgio e Andorra. E presto anche in Germania, grazie alla Chiesa evangelica di Vestfalia. Una scommessa vinta, che ha ricevuto dall’Acnur, l’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, il prestigioso Premio Nansen 2019 per la regione Europa. A dicembre 2019 anche Papa Francesco ha voluto accogliere a Roma, attraverso un corridoio umanitario gestito dalla Comunità di Sant'Egidio e dall'Elemosineria apostolica, 33 persone migranti provenienti dal sovraffollato hotspot di Moria sull'isola di Lesvos, in Grecia. - Comunità di Sant'Egidio

È passato oltre un anno da quel 17 settembre 2018, in cui, intorno alle 23, dalla missione di Bomoanga (diocesi di Niamey), in Niger, quasi al confine con il Burkina Faso, un gruppo armato rapisce il parroco, padre Pier Luigi Maccalli, appartenente alla Società delle Missioni Africane (Sma). Il religioso, che tanto si è speso “per il bene di tutti, cristiani e musulmani”, è nato a Madignano (Cr), il 20 maggio 1961. A settembre 2019, a un anno dal rapimento in Niger. la Società delle Missioni Africane lo continua a ricordare nella preghiera: “Un uomo dinamico e di preghiera”.

È passato oltre un anno da quel 17 settembre 2018, in cui, intorno alle 23, dalla missione di Bomoanga (diocesi di Niamey), in Niger, quasi al confine con il Burkina Faso, un gruppo armato rapisce il parroco, padre Pier Luigi Maccalli, appartenente alla Società delle Missioni Africane (Sma). Il religioso, che tanto si è speso “per il bene di tutti, cristiani e musulmani”, è nato a Madignano (Cr), il 20 maggio 1961. A settembre 2019, a un anno dal rapimento in Niger. la Società delle Missioni Africane lo continua a ricordare nella preghiera: “Un uomo dinamico e di preghiera”. - Foto per gentile concessione di Società Missioni Africane / Mesì Mesì Onlus

Abu Dhabi 4 febbraio 2019: «In nome di Dio Al-Azhar al-Sharif – con i musulmani d’Oriente e d’Occidente –, insieme alla Chiesa Cattolica – con i cattolici d’Oriente e d’Occidente –, dichiarano di adottare la cultura del dialogo come via; la collaborazione comune come condotta; la conoscenza reciproca come metodo e criterio». La firma del Documento sulla Fratellanza Umana, sottoscritto da papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb è avvenuta il 4 febbraio ad Abu Dhabi. Si tratta di una storica intesa tra il Vaticano e il centro studi dell'islam sunnita al Azhar: non ci può essere violenza nel nome di Dio. La cultura del dialogo è la via per vivere in pace, conoscendosi reciprocamente.

Abu Dhabi 4 febbraio 2019: «In nome di Dio Al-Azhar al-Sharif – con i musulmani d’Oriente e d’Occidente –, insieme alla Chiesa Cattolica – con i cattolici d’Oriente e d’Occidente –, dichiarano di adottare la cultura del dialogo come via; la collaborazione comune come condotta; la conoscenza reciproca come metodo e criterio». La firma del Documento sulla Fratellanza Umana, sottoscritto da papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb è avvenuta il 4 febbraio ad Abu Dhabi. Si tratta di una storica intesa tra il Vaticano e il centro studi dell'islam sunnita al Azhar: non ci può essere violenza nel nome di Dio. La cultura del dialogo è la via per vivere in pace, conoscendosi reciprocamente. - Osservatore Romano

'Cari giovani, non siete il futuro, ma l'adesso di Dio'. Non siete in sala d'attesa, ma già protagonisti. Sono le parole del Papa nell'omelia della Messa conclusiva della Gmg di Panama che si è svolta dal 22 al 27 gennaio 2019. Il tema della XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù è stato scelto dal Papa da un passo del vangelo di Luca: “Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola”. La prossima celebrazione internazionale dell’evento è in programma a Lisbona per il 2022.

"Cari giovani, non siete il futuro, ma l'adesso di Dio". Non siete in sala d'attesa, ma già protagonisti. Sono le parole del Papa nell'omelia della Messa conclusiva della Gmg di Panama che si è svolta dal 22 al 27 gennaio 2019. Il tema della XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù è stato scelto dal Papa da un passo del vangelo di Luca: “Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola”. La prossima celebrazione internazionale dell’evento è in programma a Lisbona per il 2022. - Vatican Media

Le stragi del 21 aprile, giorno di Pasqua, in tre chiese e tre hotel di lusso della capitale hanno provocato una carneficina: 257 morti accertati e oltre 600 feriti. Lo Stato islamico ha rivendicato le stragi, ma il governo ritiene che la responsabilità sia del gruppo locale National Thowheed Jamath. Inoltre in seguito sono affiorate pesanti connivenze del governo nei confronti del radicalismo islamico, presente sull’isola da anni ma per lo più ignorato a scopo elettorale.

Le stragi del 21 aprile, giorno di Pasqua, in tre chiese e tre hotel di lusso della capitale hanno provocato una carneficina: 257 morti accertati e oltre 600 feriti. Lo Stato islamico ha rivendicato le stragi, ma il governo ritiene che la responsabilità sia del gruppo locale National Thowheed Jamath. Inoltre in seguito sono affiorate pesanti connivenze del governo nei confronti del radicalismo islamico, presente sull’isola da anni ma per lo più ignorato a scopo elettorale. - Ansa

Padre Paul Offu e padre Clemente Ugwu sono due dei sacerdoti nigeriani uccisi nel 2019. Anche il prete cattolico armeno padre Hovsep Petoyan, della Comunità cattolica armena di Qamishli, assieme a suo padre, è stato ammazzato in un agguato rivendicato dal Daesh nella regione di Deir ez-Zor in Siria, sotto controllo delle forze curdo-siriane lo scorso novembre. Infine nel giorno in cui nello Sri Lanka sono state riaperte le chiese dopo le stragi di Pasqua, in Burkina Faso un gruppo di terroristi ha massacrato un prete, don Siméon Yampa assieme a cinque fedeli nel corso della Messa del mattino e poi ha dato alla chiesa. Stando ai dati di Fides nell’anno 2018 erano stati uccisi nel mondo 40 missionari, quasi il doppio rispetto ai 23 dell’anno precedente, e tra loro 35 erano sacerdoti.

Padre Paul Offu e padre Clemente Ugwu sono due dei sacerdoti nigeriani uccisi nel 2019. Anche il prete cattolico armeno padre Hovsep Petoyan, della Comunità cattolica armena di Qamishli, assieme a suo padre, è stato ammazzato in un agguato rivendicato dal Daesh nella regione di Deir ez-Zor in Siria, sotto controllo delle forze curdo-siriane lo scorso novembre. Infine nel giorno in cui nello Sri Lanka sono state riaperte le chiese dopo le stragi di Pasqua, in Burkina Faso un gruppo di terroristi ha massacrato un prete, don Siméon Yampa assieme a cinque fedeli nel corso della Messa del mattino e poi ha dato alla chiesa. Stando ai dati di Fides nell’anno 2018 erano stati uccisi nel mondo 40 missionari, quasi il doppio rispetto ai 23 dell’anno precedente, e tra loro 35 erano sacerdoti. - Avvenire

“Con questa Lettera vorrei sostenere la bella tradizione delle nostre famiglie, che nei giorni precedenti il Natale preparano il presepe. Come pure la consuetudine di allestirlo nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze... È davvero un esercizio di fantasia creativa, che impiega i materiali più disparati per dare vita a piccoli capolavori di bellezza. Si impara da bambini: quando papà e mamma, insieme ai nonni, trasmettono questa gioiosa abitudine, che racchiude in sé una ricca spiritualità popolare. Mi auguro che questa pratica non venga mai meno; anzi, spero che, là dove fosse caduta in disuso, possa essere riscoperta e rivitalizzata”. Lo scrive papa Francesco all’inizio della lettera apostolica “Admirabile signum”, pubblicata il 1 dicembre scorso in occasione della sua visita a Greccio, il luogo in cui San Francesco d’Assisi diede origine a questo “mirabile segno”, fonte di stupore e meraviglia.

“Con questa Lettera vorrei sostenere la bella tradizione delle nostre famiglie, che nei giorni precedenti il Natale preparano il presepe. Come pure la consuetudine di allestirlo nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze... È davvero un esercizio di fantasia creativa, che impiega i materiali più disparati per dare vita a piccoli capolavori di bellezza. Si impara da bambini: quando papà e mamma, insieme ai nonni, trasmettono questa gioiosa abitudine, che racchiude in sé una ricca spiritualità popolare. Mi auguro che questa pratica non venga mai meno; anzi, spero che, là dove fosse caduta in disuso, possa essere riscoperta e rivitalizzata”. Lo scrive papa Francesco all’inizio della lettera apostolica “Admirabile signum”, pubblicata il 1 dicembre scorso in occasione della sua visita a Greccio, il luogo in cui San Francesco d’Assisi diede origine a questo “mirabile segno”, fonte di stupore e meraviglia. - Vatican Media

Madre Anna Maria Cànopi era luce. Luce i suoi occhi, luce il suo sorriso, luce il suo pensiero. E quella luce non si è spenta, si è solo trasformata. È morta alle 10 della mattina del 21 marzo 2019, come ha vissuto, pregando, insieme alla sua numerosa comunità. La badessa di Mater Ecclesiae, l’abbazia da lei fondata l’11 ottobre 1973 nell’Isola di San Giulio, sul lago d’Orta, avrebbe compiuto 88 anni il 24 aprile. La luce di madre Anna Maria nasceva dal suo cuore innamorato, di un amore senza misura per il Signore, per le ottantasette sorelle della comunità e per tutti coloro che a lei si rivolgevano, affidandosi alla sua preghiera.

Madre Anna Maria Cànopi era luce. Luce i suoi occhi, luce il suo sorriso, luce il suo pensiero. E quella luce non si è spenta, si è solo trasformata. È morta alle 10 della mattina del 21 marzo 2019, come ha vissuto, pregando, insieme alla sua numerosa comunità. La badessa di Mater Ecclesiae, l’abbazia da lei fondata l’11 ottobre 1973 nell’Isola di San Giulio, sul lago d’Orta, avrebbe compiuto 88 anni il 24 aprile. La luce di madre Anna Maria nasceva dal suo cuore innamorato, di un amore senza misura per il Signore, per le ottantasette sorelle della comunità e per tutti coloro che a lei si rivolgevano, affidandosi alla sua preghiera. - Osservatore Romano

Tra le tante attività caritative portate avanti dall’Elemosineria apostolica c'è l'ambulatorio medico attivo sotto il Colonnato di San Pietro, baluardo del diritto alla salute per i meno abbienti di Roma, siano essi italiani o stranieri. E ancora i servizi di lavanderia, bagni e docce del Vaticano e il “camper di Papa Francesco”: l’ambulatorio mobile che porta ascolto e visite mediche specialistiche per bambini e famiglie nei contesti più estremi di Roma come le occupazioni, gli sfratti e i campi di accoglienza. Il cardinale Krajewski, o meglio «don Corrado» come si fa chiamare, ha portato la vicinanza del Papa anche nell'hotspot sovraffollato di Moria, sull'isola di Lesvos in Grecia, ma anche nei ghetti foggiani e nella terra di Amatrice, acquistando prodotti delle zone terremotate per le mense dei poveri.

Tra le tante attività caritative portate avanti dall’Elemosineria apostolica c'è l'ambulatorio medico attivo sotto il Colonnato di San Pietro, baluardo del diritto alla salute per i meno abbienti di Roma, siano essi italiani o stranieri. E ancora i servizi di lavanderia, bagni e docce del Vaticano e il “camper di Papa Francesco”: l’ambulatorio mobile che porta ascolto e visite mediche specialistiche per bambini e famiglie nei contesti più estremi di Roma come le occupazioni, gli sfratti e i campi di accoglienza. Il cardinale Krajewski, o meglio «don Corrado» come si fa chiamare, ha portato la vicinanza del Papa anche nell'hotspot sovraffollato di Moria, sull'isola di Lesvos in Grecia, ma anche nei ghetti foggiani e nella terra di Amatrice, acquistando prodotti delle zone terremotate per le mense dei poveri. - Vatican Media

Cinque nuovi santi per la Chiesa nel 2019. Il 13 ottobre durante il Sinodo per l’Amazzonia, il Papa ha canonizzato Giuseppina Vannini, fondatrice delle Figlie di San Camillo; Maria Teresa Chiramel Mankidiyan, fondatrice della Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia; Dulce Lopes Pontes, della Congregazione delle Suore Missionarie dell’Immacolata Concezione della Madre di Dio; Margarita Bays, Vergine, del Terzo Ordine di San Francesco d’Assisi.  Oltre al cardinale inglese, John Henry Newman,anticipatore del rapporto fra fede e ragione e di alcuni degli argomenti al centro del Concilio Vaticano II, fra cui la valorizzazione del laicato, la sfida educativa e il dialogo ecumenico.  Va ricordato inoltre che nel 2019 la Consulta medica della Congregazione delle cause dei santi ha espresso parere positivo su un presunto miracolo attribuito all'intercessione di Carlo Acutis, morto nel 2006, a soli quindici anni, di leucemia; ora la sua beatificazione è più vicina.

Cinque nuovi santi per la Chiesa nel 2019. Il 13 ottobre durante il Sinodo per l’Amazzonia, il Papa ha canonizzato Giuseppina Vannini, fondatrice delle Figlie di San Camillo; Maria Teresa Chiramel Mankidiyan, fondatrice della Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia; Dulce Lopes Pontes, della Congregazione delle Suore Missionarie dell’Immacolata Concezione della Madre di Dio; Margarita Bays, Vergine, del Terzo Ordine di San Francesco d’Assisi. Oltre al cardinale inglese, John Henry Newman,anticipatore del rapporto fra fede e ragione e di alcuni degli argomenti al centro del Concilio Vaticano II, fra cui la valorizzazione del laicato, la sfida educativa e il dialogo ecumenico. Va ricordato inoltre che nel 2019 la Consulta medica della Congregazione delle cause dei santi ha espresso parere positivo su un presunto miracolo attribuito all'intercessione di Carlo Acutis, morto nel 2006, a soli quindici anni, di leucemia; ora la sua beatificazione è più vicina. - Vatican Media

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: