lunedì 16 maggio 2022
La bimba nata prematura ha vissuto in ospedale due settimane. Quando i bombardamenti hanno colpito la ferrovia a pochi passi da casa, la madre ha deciso di cercare un posto più sicuro per sé e Camilla
Vladislava, mamma 17enne in fuga dal Donetsk con la neonata prematura

Vladislava ha 17 anni, una guerra e una maternità sono già nel suo giovane bagaglio di esperienze. Con lei c’è la piccola Camilla, nata appena 24 giorni fa, nel pieno del conflitto. È venuta al mondo prematura, molto piccola, eppure ce l’ha fatta: dopo due settimane in ospedale è sopravvissuta al lungo viaggio di sua mamma che da Sloviansk, nell’oblast’ di Donetsk, è fuggita in cerca di un posto più sicuro. Camilla ha affrontato tutto questo in condizioni di estrema fragilità, non pesava neppure due chili.

“Si sentivano solamente le sirene che risuonavano costantemente e dei colpi in lontananza […], i combattimenti a Izium (città nell’oblast’ di Charkiv ora in mano ai russi e nodo logistico per i rifornimenti militari, ndr). […] Poi è stata colpita anche la ferrovia, la nostra casa si trova proprio accanto ad essa. Abbiamo deciso così di lasciare anche noi la nostra città, ormai abitata dai pochi che sono rimasti”.
Quando le chiedono se sia difficile prendersi cura di Camilla da sola, lei risponde in maniera rassicurante: “No, ci sono abituata. Mia madre ha 5 figli e ne ha avuti 2 dopo di me. Per me è normale: mia mamma ha sempre lavorato e noi ci prendevamo cura dei più piccoli”. E aggiunge “Ci sono molte brave persone qui che ci aiutano molto, le ringrazio tantissimo, sono di grande supporto, mi hanno dato anche un passeggino per Camilla”.
Il suo desiderio più grande è la pace. “I problemi che prima sembravano così grandi, ora appaiono come insignificanti, piccole cose. Il problema più grande è che abbiamo bisogno della pace”.

Oggi Vladislava e Camilla fanno parte delle circa mille famiglie che, grazie al supporto di Fondazione Zegna e OTB Foundation, stanno ricevendo gli aiuti di Cesvi a Odessa, Dnipro, Kramatorsk e Kiev. A loro l’organizzazione umanitaria sta consegnando lenzuola, cuscini, coperte calde, kit per l'igiene degli spazi e del bambino come saponette, pannolini, salviette per neonati, borotalco e crema idratante. Si tratta di un intervento mirato grazie al quale donne in gravidanza e in allattamento, madri con bambini di età inferiore ai 5 anni, ma anche anziani e disabili costretti ad abbandonare le proprie abitazioni ma bloccati all’interno dell’Ucraina, riceveranno tutto il supporto necessario.

“Da oltre 15 anni siamo al fianco di Fondazione Cesvi, in Italia come nel mondo, laddove calamità naturali, conflitti o emergenze sanitarie hanno richiesto un rapido ed efficace intervento in sostegno delle popolazioni locali”, dichiara Anna Zegna, presidente della Fondazione Zegna. “Oltre alla condivisione dei valori di solidarietà umana e difesa della giustizia sociale, ci accumuna il modo di operare individuando obiettivi concreti, rapidamente raggiunti grazie alla profonda conoscenza delle aree d’intervento e alla capacità di costruire reti d’aiuto rispettose delle culture e dei contesti. Per queste ragioni Fondazione Zegna ha scelto di affiancare ancora una volta Cesvi per portare un effettivo miglioramento nella vita quotidiana dei rifugiati interni in Ucraina”.

“OTB Foundation si è attivata sin dall’inizio della guerra con un aiuto concreto e tempestivo alla popolazione ucraina inviando pullman al confine e accogliendo a oggi 442 rifugiati, tutte donne e bambini. Abbiamo individuato alloggi sicuri, alimenti e fornito vestiario, e ora stiamo lavorando sull’integrazione di lungo periodo con la profilazione professionale e l’inserimento nel mondo del lavoro”, commenta Arianna Alessi, vicepresidente di OTB Foundation. “Non intendiamo abbandonare in alcun modo chi non ha avuto la fortuna di lasciare il paese e questo progetto si inserisce nella campagna di aiuti che OTB Foundation ha creato a sostegno dell’Ucraina rivolgendosi alla fascia di popolazione che da sempre ci sta più a cuore, donne e bambini”.



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