lunedì 24 ottobre 2022
Il video messaggio del presidente della Cei ha aperto la tavola rotonda “Nel corpo della violenza”, domenica alle 11.30 alla manifattura Tabacchi
Zuppi all'"Eredità delle donne": «L'amore e la violenza non vanno mai d'accordo»

Nella giornata dell’incontro internazionale di dialogo tra tutte le religioni organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio, domenica 23 ottobre, il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha inviato il suo messaggio di pace a Firenze, dove dal 21 al 23 ottobre si svolge "L’Eredità delle Donne", manifestazione sull’empowerment femminile diretta da Serena Dandini.

Il video messaggio del cardinale Zuppi ha aperto la tavola rotonda “Nel corpo della violenza”, domenica alle 11.30 alla manifattura Tabacchi.

“In questo momento importante di conflitto, di guerre che vedono ancora le religioni utilizzate a giustificare la violenza e troppo poco, invece, per sconfiggerla, la riflessione sulla violenza contro le donne al festival è importante. Riflettere è uno dei modi con cui reagire alla tragedia che quasi quotidianamente spegne la vita violentemente di tante donne.

Non vogliamo restare indifferenti a questo e anche ci vogliamo porre delle domande: sia come evitarlo, sia che lezione trarre.È un debito che abbiamo verso di loro.

Nel capire anche le nostre mancanze, nel capire gli strumenti che non abbiamo saputo cercare, nel capire quanto vengano lasciate sole o quanti coloro che poi compiono femminicidi spesso non siano stati fermati in tempo, non sono stati aiutati a rendersi conto di quello che maturava dentro di loro. Perché è chiaro che è anche l’esplosione di qualcosa ma che ha sempre un terreno di coltura. La riflessione a L’Eredità delle Donne ci aiuterà. Sentite la vicinanza sia nella sofferenza, ma anche nella determinazione, nella decisione a imparare ad amare. L’amore e la violenza non vanno mai d’accordo. È uno antitetico all’altro. Sentite la vicinanza anche al dolore di tante persone, anche di tanti che poi restano soli. Anche a loro va il nostro pensiero”.

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