lunedì 6 giugno 2011
In un comunicato, i dissidenti propongono un organismo che rappresenti «tutte le forze politiche», il cui compito sarebbe quello di «formare un governo di tecnici» e di elaborare «una nuova Costituzione».
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I «giovani della rivoluzione» dello Yemen chiedono un Consiglio presidenziale ad interim per governare il Paese dopo la partenza di Ali Abdullah Saleh, operato ieri in Arabia Saudita, dopo essere rimasto ferito in un attacco al palazzo presidenziale nei giorni scorsi. In un comunicato, i giovani dissidenti propongono un Consiglio che rappresenti «tutte le forze politiche», il cui compito sarebbe quello di «formare un governo di tecnici», «un Consiglio transitorio» e di elaborare «una nuova Costituzione».I manifestanti, interpretando l'assenza di Saleh come il segnale dell'indebolirsi del suo potere, hanno festeggiato per le strade di Sanaa dove da gennaio protestano contro il governo. "Chi è il prossimo?", si leggeva su un manifesto mostrato dai manifestanti in una distesa di bandiere dello Yemen rosse, bianche e nere. Il riferimento è alle rivolte che hanno portato al rovesciamento dei leader di Tunisia ed Egitto e hanno ispirato movimenti di protesta in altri Paesi.Saleh - curato in un ospedale di Riyadh - è rimasto ferito venerdì quando un razzo è stato lanciato sul suo palazzo presidenziale a Sanaa, provocando la morte di sette persone e il ferimento dei suoi più stretti collaboratori.Saleh ha affidato il potere al vicepresidente Abd-Rabbu Mansour Hadi. Lasciare il Paese in un momento di grande instabilità, anche se per ragioni mediche, potrebbe rendere molto difficile a Saleh riprendere il potere.Stamattina la tregua fra le truppe fedeli a Saleh e il gruppo Ahmar, che guida la federazione tribale Hashed nel Paese, sembra tenere dopo due settimane di scontri nella capitale in cui hanno perso la vita oltre 200 persone.Nei prossimi giorni saranno cruciali qualsiasi notizia sulle condizioni di Saleh e qualsiasi segnale dall'Arabia Saudita sul possibile ritorno in Yemen del presidente o su eventuali pressioni di Riyadh su di lui perché si dimetta.
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