martedì 25 maggio 2021
La ricostruzione del "Wall Street Journal" smentita dalla Cina
Il laboratorio di virologia di Wuhan

Il laboratorio di virologia di Wuhan - Ansa

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Il sasso lo ha lanciato il “Wall Street Journal”. «Tre ricercatori dell’Istituto di virologia di Wuhan si sono ammalati a novembre 2019, al punto da richiedere assistenza ospedaliera, secondo un report dell’intelligence degli Stati Uniti – in precedenza secretato – che potrebbe dare ulteriore voce alle richieste sempre più pressanti per un’inchiesta completa sull’ipotesi che il virus responsabile di Covid-19 possa essere uscito dal laboratorio», si legge nell’articolo pubblicato dal quotidiano americano. Una ricostruzione che, se attendibile, mette in crisi la “narrazione” cinese sull’origine della pandemia, da sempre ferma sulla linea della casualità.

Non a caso è arrivata la «smentita» di Pechino. La ricostruzione del “Wall Street Journal”? «Completamente falsa», ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Zhao Lijian. «Non ci sono stati casi di infezione da Covid-19 al Wuhan Institute of Virology prima del 30 dicembre 2019», ha scandito il portavoce, richiamandosi a una dichiarazione rilasciata dallo stesso istituto il 23 marzo scorso.

Continua, invece, a nutrire dubbi sull’origine della pandemia Anthony Fauci, direttore dell’Istituto nazionale di malattie infettive e consigliere della Casa Bianca sul Covid: «Penso – ha detto – che dovremmo indagare su ciò che è successo in Cina. Le persone che stanno indagando sostengono che l’emergenza nasca da un animale che ha contagiato gli individui, ma potrebbe essere stato qualcos’altro e noi abbiamo bisogno di scoprirlo. Per questo sono assolutamente a favore di un’indagine».

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